07/07/2022, 10.19
PALESTINA - GAZA
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Un segnale ‘positivo’ l’incontro fra i leader di Fatah e Hamas ad Algeri

Dopo anni Abu Mazen e Ismail Haniyeh si sono stretti la mano in Algeria, dove presenziavano alle celebrazioni per i 60 anni dall’indipendenza. Leader cattolico: una sorta di “protocollo” che può però garantire “passi in avanti”. Parroco di Gaza: un “segnale” per tutto il popolo palestinese e la “ricerca di un accordo”. 

Gaza (AsiaNews) - Un incontro forse “di facciata” come sottolineano analisti ed esperti, ma che potrebbe sbloccare una situazione in stallo da troppo tempo e rilanciare la questione palestinese nell’agenda internazionale grazie a una maggiore unità interna. Per il parroco della Sacra Famiglia p. Gabriel Romanelli, sacerdote argentino del Verbo incarnato, il faccia a faccia fra i leader di Fatah e Hamas in Algeria è “un fatto positivo”, perché “già il fatto che si presentino pubblicamente a parlare e incontrarsi” rappresenta “un segnale per tutto il popolo” di Cisgiordania, Gerusalemme est e Gaza, come pure “in direzione di Israele”. Più cauto Bernard Sabella, già rappresentante di Fatah e segretario esecutivo del servizio ai rifugiati palestinesi del Consiglio delle Chiese del Medio oriente, secondo cui “la realtà dei fatti rende questo incontro” una sorta di “protocollo”. Tuttavia, bisogna valutare le eventuali implicazioni e se potrà garantire “significativi passi in avanti” in un’ottica di dialogo e collaborazione.

Il 5 luglio, ma la notizia e relative foto sono circolate dal pomeriggio di ieri, il presidente dell’Autorità palestinese (Ap) Abu Mazen ha incontrato una delegazione di Hamas, che governa la Striscia di Gaza, guidata dal capo dell’ufficio politico Ismail Haniyeh. Il faccia a faccia, primo dopo oltre cinque anni dall’ultimo avvenuto nel 2016, è avvenuto ad Algeri a margine delle celebrazioni per il 60° anniversario dell’indipendenza del Paese nordafricano.

Secondo quanto riferisce una nota della presidenza algerina, pubblicata sulle pagine social istituzionali, il capo dello Stato Abdelmadjid Tebboune ha riunito “nella stessa stanza” le delegazioni dell’Anp e di Hamas. La dichiarazione parla di incontro fra “fratelli palestinesi” avvenuto dopo anni in cui i due versanti “non sedevano assieme allo stesso tavolo”. Da tempo fra le parti si registrava una frattura totale, nonostante i molti problemi che affliggono la popolazione palestinese in Cisgiordania e nella Striscia, una sorta di prigione a cielo aperto. 

Video e foto, che hanno ricevuto ampio risalto nei media del Paese nordafricano, mostrano il presidente Tebboune in piedi tra Abu Mazen e Haniyeh, che in un secondo momento si sono stretti la mano a favore di telecamere. Mesi fa la stessa presidenza algerina aveva anticipato le possibilità di un incontro fra le parti, per il quale Algeri stava lavorando con convinzione nel tentativo di ritrovare una unità di intenti.

L’incontro è stato definito da più parti “storico”, sebbene non se ne conoscano i contenuti e nessuna delle due parti ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. Ciononostante, il faccia a faccia è una ulteriore conferma del tentativo dell’Algeria di mediare all’interno delle fazioni palestinesi e rilanciare lo sforzo diplomatico per trovare una soluzione alla causa palestinese ormai scomparsa dall’agenda internazionale. Haniya e Abbas si sono incontrati l’ultima volta nell’ottobre 2016 a Doha, capitale del Qatar, nel novero dell’ultimo e consistente, sforzo per riconciliare le due parti. La delegazione dell’Ap comprendeva rappresentanti dei servizi segreti e della magistratura.

“Il fatto che siano visti e abbiano reso l’incontro pubblico - riprende il parroco di Gaza - è una manifestazione di unità e una ricerca di un accordo, almeno su alcuni punti”. E potrà garantire maggiore forza, conclude, nei rapporti con Israele “dove già quest’anno abbiamo registrato, elemento assai positivo, la concessione di migliaia di permessi di lavoro agli abitanti della Striscia. Inoltre, non si sono registrati grandi scontri per l’anniversario della guerra del maggio 2021 e anche questo è un segnale incoraggiante”. 

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