20/05/2026, 08.53
ASIA CENTRALE
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Una grande area commerciale per l’Asia centrale

di Vladimir Rozanskij

La Camera di commercio che riunisce le imprese locali preme per un programma di integrazione per la regione attraverso hub logistici, parchi industriali, impianti di trasformazione, piattaforme di esportazione e progetti di investimento congiunti. Guardando a un'area più ampia rispetto alle repubbliche ex-sovietiche includendo anche Afghanistan, Pakistan, Iran, Mongolia.

Biškek (AsiaNews) - La Camera di Commercio Internazionale dell'Asia Centrale (Caic) ha annunciato il lancio del programma internazionale Big Central Asia, volto a creare uno spazio commerciale unificato nella più ampia regione dell'Asia Centrale. L'iniziativa prevede lo sviluppo di corridoi commerciali, piattaforme di investimento, logistica e progetti nei settori dell'acqua, del clima e della sicurezza alimentare.

Secondo la Camera, il programma propone di considerare l'Asia Centrale non solo all'interno dei cinque Paesi della regione, ma come un più ampio spazio eurasiatico che comprende Afghanistan, Pakistan, Iran, Mongolia, nonché destinazioni correlate in Cina, Russia, Caucaso, Turchia e India. Secondo Maksat Chaki, presidente della Caic, l'obiettivo dell'iniziativa è “creare un meccanismo permanente per l'integrazione commerciale, la capitalizzazione e lo sviluppo sostenibile nella Grande Asia Centrale”.

La definizione classica della regione centrasiatica comprende effettivamente un’area che include Pakistan, Iran, Turchia, Xinjiang in Cina e Afghanistan, mentre secondo una definizione più ampia esclude la Turchia, ma include la Mongolia e parti dell'India e della Russia. Storicamente, la regione è sempre stata interconnessa a livello religioso, economico e non solo, rivestendo un ruolo importante nella rete commerciale della Via della Seta fino al XV secolo; la competizione tra le sfere d'influenza sovietica, britannica e cinese ha diviso la regione nel ‘900, mentre nel XXI secolo è stata contesa da diverse grandi potenze, come Stati Uniti, Cina e Russia. La regione è definita in larga misura dalle sue numerose alleanze tribali e di clan e dalle complesse vicende della sua storia.

“La principale sfida per la regione è che i Paesi dell'Asia centrale e dell'area circostante non sono ancora sufficientemente percepiti dalle imprese globali come uno spazio commerciale unificato”, osservano i promotori del programma. I singoli mercati hanno una portata limitata, e le singole rotte commerciali non sempre generano un potere contrattuale sufficiente. I singoli progetti di investimento spesso non riescono a ottenere l'attenzione globale, ma Big Central Asia permette di integrare la regione in un quadro economico più ampio.

L'organizzazione ritiene che la regione abbia il potenziale per diventare non solo un corridoio di transito, ma anche uno spazio per la creazione di valore aggiunto attraverso hub logistici, parchi industriali, impianti di trasformazione, piattaforme di esportazione e progetti di investimento congiunti. Un altro obiettivo del programma è lo sviluppo sostenibile: la piattaforma “Clima, Acqua e Sicurezza Alimentare” prevede di attrarre investimenti e tecnologie nei settori dell'efficienza idrica, dell'agroindustria, dell'adattamento climatico, delle energie rinnovabili e delle infrastrutture sostenibili.

L'attuazione dell'iniziativa è supportata dalla road map Big Central Asia 2030, che include la creazione di un consiglio imprenditoriale, comitati nazionali, meccanismi di investimento e una rete di partner internazionali. La Camera sottolinea che l’iniziativa non costituisce un'associazione politica o sovranazionale, e non intende interferire nella politica interna degli Stati. Il progetto si configura come una piattaforma commerciale aperta per imprese, investitori, organizzazioni internazionali e la comunità degli esperti.

Il sito web dell'organizzazione afferma che la Camera di Commercio Internazionale dell'Asia Centrale è “un istituto per la diplomazia commerciale, l'integrazione economica e la valorizzazione dell'Asia Centrale come unico spazio regionale”. La Camera, come dichiarato, collega imprese, investitori, logistica, industria, turismo, città, camere di commercio e mercati internazionali in una "architettura commerciale unificata per l'Asia Centrale". Con sede a Biškek, l'organizzazione ha uffici di rappresentanza a Cracovia, in Polonia, e a Guangzhou, in Cina.

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