Uttar Pradesh: accuse (con aggressione) contro un prete e la sua scuola
P. Arisher Joseph, preside della St. Francis School di Khunta Kheda, fermato e rilasciato su cauzione dopo essere astato aggredito fisicamente per accuse di "comportamenti inappropriati" con i ragazzi. Ma molti genitori della scuola lo difendono sostenendo che è una manovra per screditare l'istituto cattolico. Il vescovo mons. Jesuraj: "Nessuno può farsi giustizia da sé, si indaghi davvero sulla vicenda".
Lucknow (AsiaNews) - La St. Francis School di Khunta Kheda, nel distretto di Rampur nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh è da alcuni giorni al centro di un duro scontro che coinvolge famiglie, autorità civili e responsabili ecclesiastici. A suscitare la tempesta sono alcune accuse tutte da dimostrare su “comportamenti inappropriati” rivolte contro p. Arisher Joseph, sacerdote cattolico, preside fondatore dell’istituto, fermato il 16 febbraio e rilasciato lo stesso giorno dopo la concessione della libertà su cauzione.
La polizia è intervenuta dopo che genitori inferociti si sono radunati nel campus e lo hanno aggredito prima che le autorità riportassero la situazione sotto controllo. P. Arisher Joseph, membro del Terzo Ordine Regolare di San Francesco della Penitenza (TOR), è stato aggredito fisicamente da un gruppo di adulti che non erano genitori della scuola, ma comprendevano anche persone collegate ad altri istituti. La denuncia registrato dalla polizia afferma che il caso sarebbe emerso dopo che i genitori hanno notato che i loro figli erano “esitanti e timorosi” di andare a scuola. Interrogati, molti studenti avrebbero dichiarato che p. Joseph li chiamava individualmente nel suo ufficio per errori commessi o comportamenti scorretti in classe. Si sostiene che li toccasse in modo inappropriato, dicendo che si trattava di “una forma di punizione per disciplinarli”.
Un altro gruppo di genitori sta però difendendo il sacerdote, respingono completamente le accuse. Sostengono che la St. Francis School è conosciuta per l’eccellente livello d’istruzione e la rigorosa disciplina, che alcune persone, spinte da interessi personali o rancori, starebbero cercando di screditare. Parlando ai media hanno dichiarato che i loro figli ricevono da molti anni un’istruzione in un ambiente sicuro nello stesso campus e che non hanno mai avuto lamentele nei confronti del preside o del personale. Secondo loro, danneggiare pubblicamente la reputazione della scuola senza basi solide è altamente deplorevole.
Affermano che la verità dietro le accuse contro il preside dovrebbe essere resa pubblica, affinché nessun individuo o istituzione innocente sia sottoposto a inutili pressioni psicologiche e sociali. I genitori hanno inoltre sottolineato che l’amministrazione dovrebbe indagare sulle reali motivazioni dietro queste accuse e su chi, dietro le quinte, stia disturbando l’ambiente scolastico. Secondo i genitori, se qualcuno ha un problema reale, questo dovrebbe essere risolto attraverso mezzi legali e amministrativi, non tramite campagne denigratorie contro l’istituzione.
Il vescovo di Merut mons. Bhaskar Jesuraj ha dichiarato ad AsiaNews: “Questa scuola è gestita da un ordine religioso ed è nella diocesi di Meerut. Ero assente il giorno dell’incidente, ma sembra trattarsi di una cospirazione legata a interessi particolari di istituzioni educative vicine. Sono rimasto addolorato nel vedere il filmato dell’aggressione a p. Francis; esistono procedure legali da seguire in caso di accuse, nessuno può farsi giustizia da sé. Inoltre, elementi antisociali tengono sotto controllo qualsiasi scuola missionaria operante nell’area”.





