12/11/2021, 08.55
POLONIA-RUSSIA-BIELORUSSIA
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Varsavia, crisi migranti: Putin usa Minsk per ‘ricostruire l’impero’

di Vladimir Rozanskij

Secondo il governo polacco, c’è il Cremlino dietro il flusso di profughi che tentano di passare il confine tra Polonia e Bielorussia. I russi respingono le accuse e criticano la Ue. Gli europei preparano nuove sanzioni e Lukašenko minaccia di bloccare il passaggio del gas. Timori nelle Repubbliche baltiche e in Ucraina per le mosse di Mosca.

Mosca (AsiaNews) – “Cerca di ricostruire l’impero russo” ed è l’ispiratore delle manovre bielorusse. Il premier polacco Mateusz Morawiecki accusa il presidente russo Vladimir Putin di essere il vero responsabile della crisi al confine tra Polonia e Bielorussia, con Minsk che “spinge” migliaia di migranti a entrare in territorio polacco: una crisi che alzato il livello della tensione tra russi e bielorussi da una parte e l’Unione europea dall’altra.

Dal Cremlino è arrivata una piccata risposta ai nemici storici del mondo slavo orientale: “riteniamo assolutamente irresponsabili e inaccettabili le parole del primo ministro polacco”, ha dichiarato il portavoce Dmitrij Peskov.

Secondo Peskov, i profughi provenienti da Asia centrale, Africa e Medio oriente (il gruppo più numeroso pare essere quello dei curdi), “desiderano soltanto arrivare in Europa occidentale, e noi ricordiamo i precedenti del passato recente, quando gli europei parlavano dei valori legati alla difesa di queste persone, di volerli proteggere per ragioni umanitarie”. Prima era intervenuta anche la rappresentante del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova, lamentando che “non è ammissibile mentire così apertamente, perfino a sé stessi”. Zakharova afferma che Lukašenko e Putin hanno valutato insieme la situazione in una telefonata del 9 novembre, promettendo di “mantenere contatti stretti sulla questione”.

Il presidente polacco Andrzej Duda sostiene che le autorità bielorusse spingono volontariamente le folle di migranti verso le zone di confine della regione di Grodno, dove non ci sono controlli di frontiera, facendole passare per sentieri boschivi. Nessuna delle parti appare disponibile a un compromesso per risolvere la crisi, che continua a peggiorare di giorno in giorno. Al momento in Bielorussia si trovano tra i 12 e i 15mila migranti, ha dichiarato il rappresentante dei servizi polacchi Stanislaw Zharyn: “È un gruppo radunato nei mesi scorsi”, ha dichiarato a Interfax. Almeno 4 mila persone sono stanziate nei pressi della frontiera polacca, senza alcun riparo.

Della concentrazione di migranti in Bielorussia si era iniziato a parlare in estate. Ad agosto la Lituania, dove cercavano l’ingresso profughi dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale, aveva ordinato alla polizia di frontiera di respingerli in Bielorussia. La Ue aveva ottenuto la sospensione dei voli dall’Iraq a Minsk, e il governo iracheno aveva organizzato dei voli di rimpatrio dalla Bielorussia. In autunno l’ondata migratoria si è ingrossata di nuovo, fino all’emergenza attuale.

Secondo il ministro bielorusso degli Interni, Ivan Kubrakov, “tutti i migranti si trovano legalmente sul territorio della Bielorussia”. I Paesi d’origine segnalati sono Siria, Egitto, Afghanistan, Pakistan, Yemen, Iran Nigeria. A queste persone è consegnato il visto bielorusso direttamente all’aeroporto di Minsk. I voli da questi Stati sono aumentati notevolmente dall’estate a oggi, creando il “corridoio bielorusso” per giungere in Europa; la compagnia russa Areoflot rischia di andare incontro a nuove sanzioni Ue.

I politici europei sono convinti che tutta l’operazione sia in realtà un tentativo bielorusso di organizzare una campagna contro la Ue, per vendicarsi delle sanzioni comminate nell’ultimo anno. Lo stesso Lukašenko ha minacciato più volte di “prestare meno attenzione a quanto accade alle frontiere occidentali” a causa della politica europea: “Noi vi abbiamo sempre protetto dagli stupefacenti e dai migranti, adesso ve li mangiate e inghiottite da soli”, aveva dichiarato Lukašenko il 26 maggio scorso. Ora il presidente bielorusso minaccia di chiudere le condutture del gas e il traffico commerciale con l’Europa occidentale; le code dei camion alla frontiera con la Bielorussia raggiungono i 25 chilometri.

I più preoccupati sono Lituania, Lettonia e Ucraina, su cui potrebbero riversarsi altri flussi di migranti “indirizzati”. Lukašenko ha perfino chiesto alla Russia di schierare i bombardieri nucleari alle frontiere con questi Paesi. Kiev sta rafforzando le misure di prevenzione per “bloccare l’invasione  con misure di ristrutturazione ingegneristica della frontiera tra Ucraina e Bielorussia”, ha dichiarato il vice ministro degli Interni Evgenij Enin. “I nostri vicini – spiega Enin – devono sapere che siamo pronti a resistere e rispondere alle provocazioni”. Altri muri si alzano sui confini d’Europa.

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