27/07/2006, 00.00
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Vescovi filippini: "In Parlamento, la Arroyo ha dipinto un Paese che non c'è"

Diversi presuli hanno criticato il discorso sullo stato della nazione che la presidente ha presentato al Congresso. Critiche agli argomenti non trattati, come la situazione politica, ed a quello trattati, come la diminuzione – inesistente – della povertà.

Manila (AsiaNews/Cbcp) – Alcuni vescovi cattolici delle Filippine hanno criticato ieri il discorso sullo stato della nazione pronunciato il 24 luglio scorso dalla presidente Gloria Macapagal Arroyo al Congresso, perché "non si è confrontato con la vera situazione e con i problemi del Paese", anche se i suoi progetti economici "sono da lodare".

L'arcivescovo di Lingayen-Dagupan, mons. Oscar Cruz, sostiene che quello della Arroyo è stato un approccio "futuristico" alla situazione nazionale, dato che al momento questa è "incerta e fosca". "Mentre è comprensibile dire dove la nazione sta andando e cosa le persone si possono aspettare dalla realtà – ha aggiunto – è incongruo ascoltare un discorso così tanto focalizzato su cosa non c'è".

Nel corso del suo intervento al Congresso, la Arroyo ha detto di voler condividere il potere con le province del Paese ed ha sottolineato come gran parte del futuro della nazione dipenda da un aggressivo sviluppo socio-economico.

I vescovi si dicono invece "scettici" sul come la visione presidenziale possa divenire una realtà concreta. Mons. Cruz sottolinea come siano necessari, per il concreto raggiungimento degli obiettivi della Arroyo, "l'unità fra i leader di governo, una gran quantità di fondi e parecchio tempo".

"Il Paese – aggiunge – non riesce a liberarsi di un problema come il gioco d'azzardo e la presidente è convinta di poter sviluppare piani grandiosi e fantastici, in meno di quattro anni".

Un'altra critica è quella mossa dal vescovo di Caloocan, mons. Deogracias Imenez, secondo cui "la presidente avrebbe dovuto parlare dei numerosi tentativi di impeachment mossi contro di lei, che danno un'idea della reale immagine del Paese".

Un ultimo appunto proviene invece da mons. Antonio Tobias: "Ho sentito dire che i poveri diminuiscono e che la povertà verrà sradicata. Al momento vi sono ancora oltre due milioni di persone che, nelle Filippine, vivono sotto la soglia della povertà e non mi sembra di vedere miglioramenti di sorta nella loro situazione".

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