12/04/2007, 00.00
INDIA
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Vescovo di Hyderabad: la persecuzione ci rende più saldi nella fede

di Nirmala Carvalho
Nell’Andhra Pradesh i cristiani sono circondati da un continuo e diffuso sospetto, con minacce e violenze fisiche da parte di estremisti indù. Mons. Joji racconta la situazione e conclude: la persecuzione rende i credenti più uniti tra loro e verso la Chiesa.

New Delhi (AsiaNews) – Nell’Andhra Pradesh i cristiani sono circondati da sfiducia e sospetto e subiscono frequenti violenze con l’accusa di volere convertire gli indù. L’arcivescovo di Hyderabad racconta ad AsiaNews la grave situazione, che fa vivere nell’incertezza, ma è anche una via per meglio comprendere il significato della Pasqua.

L’11 aprile circa 70 estremisti indù hanno assalito alcuni cristiani evangelici nel distretto di Chittor, hanno strappato loro di mano i testi cristiani e li hanno bruciati. Si sono anche scattati fotografie, durante l’aggressione. Il pastore della Bhakti Singing Assembly, che guidava il gruppo, racconta che gli aggressori “hanno strappato il Vangelo dalle mani di alcuni fedeli e li hanno subito accusati di fare conversioni coatte. Ci hanno preso a schiaffi e bastonate”, aggredendo anche alcune ragazze.

Il 5 aprile a Hyderabad la polizia ha interrogato 27 turisti americani, appartenenti al gruppo Youth Wing Mission. Costoro avevano visitato i quartieri poveri, offrendo dolci e caramelle ai bambini che li avevano circondati. Sono stati accusati di avere “cercato di attirare i bambini” e di avere invitato a pregare per il bene degli abitanti, dice B. Sumathi, vice commissario della polizia locale; ma non ci sono state conseguenze perché “non si è potuto provare che abbiano svolto attività di evangelizzazione”.

Mons. Marampudi Joji, arcivescovo di Hyderabad, racconta ad AsiaNews che “nell’Andhra Pradesh i cristiani sono considerati con sospetto, gli estremisti [indù] li intimidiscono e chiedono loro ragione di qualsiasi cosa fanno, con il pretesto che vogliano convertire gli altri”. “Gli estremisti indù colgono ogni occasione per agire contro la fede cristiana e i credenti”. “Ma la persecuzione conferma la nostra volontà di essere testimoni di Cristo”, “aiutati dal Suo Spirito”.

“Venerdì Santo [il 7 aprile] ho guidato la Via Crucis per la vie principali di Secunderabad, portando una pesante croce per parte del percorso e l’intera diocesi ha partecipato alla processione. Si è sparsa la notizia che ‘c’erano alcuni cristiani agitatori’, ma eravamo in tale numero che non ci è successo nulla di male”. “Da una parte, questa persecuzione ha favorito nei fedeli la consapevolezza della passione e morte di Gesù e della vittoria della Resurrezione. Questa incertezza e le sofferenze hanno reso i fedeli non solo più uniti [tra loro], ma ne hanno anche aumentato la fedeltà alla Chiesa”.

Il premier dello Stato dell’Andhra Pradesh, Dr. Y. R. Rajasekhar Reddy, è cristiano, e AsiaNews chiede se non ha fatto nulla a favore dei diritti dei cristiani.

“E’ triste – risponde mons. Joji – ma il premier è sotto costante esame da parte degli estremisti indù ed è sempre oggetto di attacchi e di critiche degli estremisti per la sua stessa fede cristiana”.

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