08/09/2016, 11.31
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Vescovo di Shanghai: Madre Teresa, amore che sconfigge il campanilismo religioso

Dal seminario vicino al santuario mariano di Sheshan, dove è ancora confinato, mons. Taddeo Ma Daqin festeggia la canonizzazione della santa di Calcutta: “Ha guardato il mondo per quello che era e ha sconfitto l’ossificazione della fede. La realtà è che abbiamo rinchiuso la nostra Chiesa con una barriera. All’interno della barriera non hanno più importanza l’amore reciproco, il perdono, l’accoglienza, la fiducia, la speranza. Ciò che è importante è solo la legge. Lei ha sconfitto questo modo di pensare”. Il ricordo della messa a Sheshan.

Shanghai (AsiaNews) – Madre Teresa di Calcutta “ha eliminato ogni barriera con l’amore. La sua canonizzazione è un grande dono ricco di significato per il mondo contemporaneo, un dono che il Signore ha concesso a noi cristiani nell’Anno giubilare e a tutti sulla terra. La cosa per la quale preferisco ricordarla è l’aver sconfitto il campanilismo religioso con l’amore universale”. Lo scrive sul suo blog il vescovo ausiliare di Shanghai, mons. Taddeo Ma Daqin.

Il presule si trova ancora confinato nel seminario del santuario mariano di Sheshan, dopo essersi dimesso dalle cariche nell'Associazione Patriottica al momento della sua ordinazione nel luglio 2012. Nei mesi scorsi hanno fatto molto scalpore alcuni suoi articoli sul blog che sembravano una ritrattazione della sua posizione. Ma finora non è per nulla chiaro chi abbia scritto quegli articoli o se gli è stato imposto. Del resto, la sua condizione non è cambiata ed egli rimane confinato e isolato a Sheshan. Proprio qui ebbe la possibilità di incontrare la Madre: “Ho avuto la fortuna di conoscere la santa di persona. Il 23 ottobre 1993 ella è venuta al seminario di Sheshan a Shanghai. A quel tempo ero seminarista ed ero al terzo anno di teologia. Insieme alla santa, tutti noi – 150 seminaristi – e decine di suore abbiamo assistito alla messa celebrata da mons. Jin Luxian nella basilica di Sheshan in cima al monte”.

Il vescovo ha tanti ricordi: “Ho anche fotografato il momento prezioso in cui la santa ha preso la comunione da mons. Jin e sono stato testimone di una bellissima storia: nel cuore di Madre Teresa di Calcutta non c’era alcuna barriera. Sì, non aveva alcuna barriera nel cuore. Nei suoi occhi esisteva solo la persona, che Dio ha creato con le sue mani misericordiose. E lei è una di loro”.

Questo è stato il “segreto” della nuova santa: “Grazie a questo ha potuto essere amica o sorella di chiunque, a prescindere dalla nazionalità, cultura, classe sociale, religione, con un amore grande e senza confini. Lei ha rispecchiato l’immagine originale di Dio… Quindi per la sua straordinarietà, per il suo cuore senza barriere, oggi la Chiesa l’ha proclamata santa”.

Nonostante tutti i ricordi, elogi ed esaltazioni del mondo cattolico, mons. Ma preferisce però un altro aspetto: “La Madre ha (eliminato) ogni barriera con l’amore, anche la barriera rappresentata dal campanilismo religioso. L’opposto del campanilismo religioso è l’amore universale. La realtà è che abbiamo rinchiuso la nostra Chiesa con una barriera. All’interno della barriera non hanno più importanza l’amore reciproco, il perdono, l’accoglienza, la fiducia, la speranza. Ciò che è importante è solo la legge”.

Al contrario, “la santa di Calcutta ha aperto con le opere di carità questa rigidità, questa ‘ossificazione’ dello spirito evangelico di Gesù Cristo che ha soffocato il vento dello Spirito Santo, e ha reso la misericordia di Dio Padre una parola fredda. Alcuni hanno criticato Madre Teresa perché ha parlato troppo di carità, trascurando la giustizia… Ma per lei, la giustizia di questo mondo è amare la persona. Lei stessa ha detto che ‘non abbiamo il diritto di criticare, giudicare o parlare male degli altri fino a ferirli in base alla nostra fede’”.

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