09/04/2021, 09.05
USA-CINA
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Washington, guerra hi-tech: Biden mette al bando i supercomputer cinesi

Sanzionati sette sviluppatori del gigante asiatico, accusati di cooperare con le Forze armate del proprio Paese. I superprocessori servono a produrre missili di nuova generazione: quelli cinesi sono tra i più veloci al mondo. Il Congresso Usa annuncia nuovo provvedimento contro Pechino.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – L’amministrazione Biden ha inserito sette sviluppatori cinesi di supercomputer in una lista nera per i loro rapporti con le Forze armate del loro Paese. Il dipartimento del Commercio ha annunciato ieri la ritorsione commerciale, la prima adottata dal presidente democratico contro la Cina, parte di un crescente conflitto tecnologico tra le due potenze.

Le entità colpite dalle sanzioni sono:  il National Supercomputing Center di Wuxi, Tianjin Phytium Information Technology, Shanghai High-Performance Integrated Circuit Design Center, Sunway Microelectronics, il National Supercomputing Center di Jinan, il National Supercomputing Center di Shenzhen e il National Supercomputing Center di Zhengzhou.

A meno di non ottenere una licenza dal governo statunitense, esse non potranno acquistare prodotti tecnologici Usa, compresi microchip, software e hardware. A differenza del bando a Huawei, i sette sviluppatori cinesi potranno acquistare chip da altri Paesi, senza che questi incorrano nelle sanzioni Usa. 

I supercomputer sono usati per lo sviluppo delle armi e dei sistemi di sicurezza più moderni, come i missili nucleari di nuova generazione e quelli ipersonici. I superprocessori cinesi sono tra i migliori al mondo: 214 sono inseriti nella lista dei 500 più veloci (gli Usa ne hanno 213); quello sviluppato dal National Supercomputing Center di Wuxi è il quarto più potente.

L’obiettivo di Washington è di bloccare i progressi tecnologici di Pechino. Xi Jinping punta all’autosufficienza nazionale nel settore. Con il piano “Made in China 2025”, il presidente cinese vuole che il proprio Paese produca entro il 2025 il 70% dei microchip di cui ha bisogno per le industrie hi-tech.

Le sanzioni del governo Biden arrivano lo stesso giorno in cui repubblicani e democratici presentano al Congresso un progetto di legge comune per regolare i rapporti con la Cina. Con la proposta, i legislatori di Washington vogliono punire in maniera più dura i cinesi nei casi di furto della proprietà intellettuale e di violenze compiute contro le minoranze musulmane nello Xinjiang. Essa include anche misure per rafforzare i legami diplomatici con Taiwan.

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