18/05/2021, 11.23
MYANMAR
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Yangon, attivisti: dopo il golpe più di 800 morti per mano dei militari

di Francis Khoo Thwe

I ribelli in prigione sono invece 4.120: condanna a morte per 20 di loro. Nello Stato Chin gli scontri più feroci. L’Assemblea Onu rinvia voto su embargo alla vendita di armi al Paese. Nuove sanzioni di Usa, Canada e Gran Bretagna. Washington colpisce 13 alti esponenti del regime militare.

 

Yangon (AsiaNews) – I militari hanno ucciso 802 civili in risposta alle proteste contro il golpe che a febbraio ha esautorato il governo civile di  Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia (Lnd). Lo ha rivelato ieri l’Assistance Association for Political Prisoners, che ha aggiornato il dato includendo sei morti nello Stato Chin e nei distretti di Yangon e Mandalay.

Tenuto conto delle persone scomparse, le vittime sono in realtà molte di più, ha dichiarato il gruppo d’opposizione al Tatmadaw (le Forze armate birmane). I ribelli in prigione sono invece 4.120; in 20 sono stati condannati a morte.

L’epicentro attuale degli scontri è Mindat (Stato Chin), a circa 100 km dal confine indiano. Le unità di sicurezza che operano nell’area devono fronteggiare la dura resistenza della Forza di difesa Chinland, una milizia ribelle di recente formazione. Secondo The Irrawaddy, i miliziani locali hanno ucciso ieri 20 soldati del Tatmadaw.

L’Assemblea delle Nazioni Unite ha rinviato un voto che chiedeva lo stop immediato alla vendita e al trasferimento di ogni tipo di arma e munizione al Myanmar. La discussione sulla risoluzione era prevista per oggi. Secondo diversi osservatori, il rinvio è dovuto con ogni probabilità alle pressioni di Cina e Russia, impegnate a sabotare al Consiglio di sicurezza ogni proposta di embargo contro il regime del generale Min Aung Hlaing.

Secondo resoconti dei media, il documento della’Assemblea Onu conteneva anche la richiesta ai militari birmani di ritirare lo stato di emergenza, mettere fine alle violenze contro i pacifici manifestanti e rispettare i risultati delle elezioni di novembre, che hanno visto la vittoria schiacciante della Lnd di Suu Kyi.

Nel frattempo, ieri Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna hanno imposto nuove sanzioni alla giunta di Naypyidaw.  Le misure punitive di Washington hanno colpito 16 persone: 13 sono alti esponenti del regime militare, fra cui cinque ministri, il governatore della Banca centrale U Than Nyein e U Thein Soe, il capo della Commissione elettorale nominata dai generali golpisti.

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