01/09/2021, 12.20
MYANMAR
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Yangon: la Cina visita la giunta militare durante gli scontri con le milizie etniche

L'inviato cinese per gli affari asiatici è stato una settimana nell'ex Birmania. Si sono registrati violenti scontri tra le truppe dell'esercito e i combattenti anti-golpe. Ieri Pechino ha annunciato di aver effettuato con successo un viaggio di prova che collega la sua provincia sud-occidentale con l'Oceano Indiano attraverso il Myanmar.

Yangon (AsiaNews) - L’inviato cinese per gli affari asiatici ha appena concluso una visita di una settimana in Myanmar. Il delegato speciale Sun Guoxiang ha incontrato il capo della giunta militare Min Aung Hlaing, che ha rovesciato il governo di Aung San Suu Kyi con un colpo di Stato il primo febbraio. La visita, avvenuta tra il 21 e il 28 agosto, ha coinciso con gli scontri tra il Tatmadaw (l’esercito birmano) e le milizie etniche negli Stati Shan, Kayah e Mon.

La Cina ha appena inaugurato una linea ferroviaria che permetterà di trasportare le merci nella propria provincia dello Yunnan passando (via terra) per il Myanmar. Lo ha riferito ieri China News Service, specificando che nei giorni scorsi è stato concluso con successo un viaggio di prova. Le merci hanno viaggiato per nave da Singapore al porto di Yangon. Sono poi state trasportate su strada fino a Lincang, città cinese al confine con il Myanmar e da qui sono montate sulla nuova ferrovia cinese che arriva fino a Chengdu, importante hub commerciale nella provincia sud-occidentale dello Sichuan. Il sito indipendente The Irrawaddy scrive che il tratto birmano attraversa Mandalay, Lashio e Hsenwi e "dovrebbe diventare la linfa vitale del commercio tra Cina e Myanmar, fornendo una fonte di reddito al regime militare".

Secondo una dichiarazione dell’ambasciata cinese in Myanmar, Pechino sostiene gli sforzi "per ripristinare la stabilità sociale e riprendere la transizione democratica in tempi brevi”. Ragione per cui nell’incontro con il generale Min Aung Hlaing, l’inviato cinese “ha scambiato opinioni sul panorama politico in Myanmar”. Sun aveva partecipato anche a dei precedenti colloqui tra i militari e alcuni gruppi etnici birmani che si oppongono all’esercito. Quattro milizie dello Stato Shan, riunite nell'Alleanza del nord, si rifiutano però di trattare con la giunta. 

Secondo alcune fonti locali, l’esercito ha subito diverse perdite negli scontri dello scorso fine settimana. Il 28 agosto a Monekoe, nello Stato Shan, l'Esercito per l'indipendenza del Kachin (Kia) e l'Esercito democratico nazionale del Myanmar (Mndaa) hanno teso un'imboscata a più di 100 soldati della giunta, ferendone almeno una ventina. Un portavoce del Kia ha confermato gli scontri e ha dichiarato di non avere notizie precise sulla vittime. Secondo la testimonianza di un volontario, circa 2mila persone che vivono a Monekoe e nella vicina Pang Hseng, al confine con la Cina, hanno abbandonato le loro case a causa dei combattimenti. “La gente si è rifugiata in tende di fortuna lungo la frontiera”, ha raccontato il volontario in forma anonima. “Non siamo potuti andare oltre Pang Hseng perché le truppe di entrambe le parti stanno operando nella zona”.

Secondo The Irrawaddy, il giorno seguente le truppe dell’esercito hanno risposto con colpi di artiglieria contro il villaggio di Nam Ha, uccidendo almeno 4 civili, tra cui un bambino di 10 anni. I combattimenti non si sono arrestati e il 30 agosto il Mndaa ha ucciso almeno 15 soldati della giunta che stavano inviando truppe di rinforzo dalla città di Pansai.

Negli stessi giorni il Tatmadaw si è scontrato con le milizie etniche anche a Loikaw, nello Stato Kayah, e nel distretto di Thaton dello Stato Mon. Un portavoce dell’Unione nazionale Karen (Knu, organizzazione politica dotata di un braccio armato) ha dichiarato che gli scontri continueranno a essere inevitabili finché i militari invadono le aree delle milizie. L’esercito birmano da metà agosto ha rafforzato la propria presenza nelle aree sotto il controllo dei ribelli.

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