Le tensioni geopolitiche hanno portato in primo piano i grandi investimenti della Cina sugli snodi del traffico marittimo globale. In 17 porti le aziende cinesi detengono la quota di maggioranza, mentre nella maggior parte degli altri si tratta di partecipazioni minoritarie o accordi di gestione operativa. I casi del Pireo e di Ream in Cambogia. Il noto della scarsa trasparenza sulle condizioni.
Una delegazione dell'Uniapac - che riunisce 45mila imprenditori di tutto il mondo nel nome del magistero sociale della Chiesa - sta incontrando i propri colleghi cattolici di Thailandia, Indonesia, Filippine, Singapore e Vietnam per allacciare nuovi contatti. Obiettivo: far crescere attività che mettano al centro l'uomo e non il profitto in un contesto dove l'aumento del Pil troppo spesso non abbatte le disuguaglianze.
Ribaltando un precedente verdetto che vietava le autorizzazioni ambientali retroattive la Corte suprema ha aperto la porta a progetti già avviati senza permessi preventivi, indebolendo la tutela giuridica dei territori e il principio di precauzione. La preoccupazione dei movimenti ambientalisti proprio nel momento in cui l'India annuncia piani ambiziosi sull'industria manifatturiera.
Dall'agosto 2024 oltre 300 aziende hanno chiuso in un'area a forte densità industriale del Bangladesh lasciando decine di migliaia di persone senza lavoro. "Io e mia moglie avevamo un buon stipendio. Ora guido un risciò e abbiamo ridotto i pasti". Molti sono tornati al villaggio ma lo spopolamento coinvolge nella crisi anche commercianti e proprietari di case. Imprenditore: "I capannoni vuoti che avevo visto in Italia ora sono nel nostro Paese".
Negli ultimi anni Pechino è passata dalla produzione massiccia di farmaci generici alla scommessa sulla ricerca biomedica avanzata. Grazie a un modello di crescita molto simile a quello adottato per le auto elettriche, oggi controlla l’80% dei principi attivi globali. Il caso Fentanyl ha mostrato l'importanza di questa carta, descritta come una "opzione nucleare" nelle guerre commerciali. Ma la Cina ha comunque bisogno dell'Occidente per reggere in questo mercato.
In visita a New Delhi per la prima volta dal 2021 Vladimir Putin ha annunciato un piano di cooperazione economica con l'India fino al 2030. Delhi sta da tempo cercando di bilanciare i rapporti tra gli Stati Uniti, che hanno imposto pesanti dazi, e la Russia, che resta il primo fornitore d'armi. Nessun nuovo contratto sulla difesa, ma accordi su energia, nucleare, cantieristica e migrazione lavorativa con l'obiettivo di portare gli scambi bilaterali a 100 miliardi di dollari l’anno.
I visitatori provenienti dal Paese del dragone potranno usare app di pagamento per agevolare le transazioni. E presto anche i cittadini thai beneficeranno della tecnologia in Cina. Il sistema sempre più usato in tutta l’Asean non serve solo a scambiare denaro, ma a saldare la fiducia, la convenienza e l’impegno condiviso per un futuro finanziario più fluido.
Negli ultimi tre anni la Russia ha investito per lo sviluppo dellaVia marittima settentrionale quasi un miliardo e mezzo di dollari. L'obiettivo è passare dagli attuali 38 milioni di tonnellate di traffico a 220 milioni entro il 2035. Ma le condizioni atmosferiche comunque sempre estreme, le navi ormai arcaiche e soprattutto il carburante tossico utilizzato rendono questo ambizioso progetto un’avventura decisamente rischiosa.
Il contributo principale alla crescita dall’industria mineraria, ma si registrano indici postivi anche in tema di trasporti. La previsione degli analisti per fine dell’anno è un + 5,6% del Pil. Ma per gli esperti “il modello rimane vulnerabile, troppo legato alle materie prime e ai sussidi, e manca di stabilità”. La crescita degli stipendi e delle pensioni “mangiata” dall’inflazione.
Un incontro a Pechino tra alti funzionari dei due ministeri degli Esteri non è bastato ad archiviare il duro scontro. L'ondata di cancellazioni di prenotazioni turistiche avvenuta nel week-end ricalca i volumi dell'inizio del Covid. Pechino fa pressioni anche sugli studenti cinesi che di fronte alle difficoltà coi visti negli Usa stavano sempre più scegliendo le università giapponesi.
Oltre duecento esperti informatici si sono confrontati sulle prospettive per la regione dell’intelligenza artificiale e dall’imprenditoria tecnologica. L’ambizione è quella di non essere solo fruitori, ma far nascere competenze locali in grado di competere sul mercato dell'innovazione.
Attraverso un chirografo il papa ha dato una nuova veste giuridica alla rete delle cappellanie nei porti per continuare questo servizio con "entusiamo e generosità". Mentre il card. Czerny nel messaggio per la Giornata della pesca ricorda: "Basso reddito, precarietà lavorativa, cattive condizioni di lavoro, lontananza dalle famiglie sono tempeste di oggi che vanno ben oltre il mare".
L'Indonesia è il maggior produttore mondiale di questa materia prima e il crocevia delle discussioni sulla sua sostenibilità a livello ambientale. Nell'ultimo anno la quotazione è diminuita di oltre il 17% ma gli oepratori del settore guardano con ottimismo al mercato dei biocarburanti. Il 41% delle piantagioni indonesiani è di proprietà di piccoli agricoltori.
Joy Reyes, che visse in prima persone nel 2020 la devastazione del cilone Ulisse, ha portato la sua testimonianza alla Conferenza dell'Onu sulla lotta al cambiamento climatico: “Amavo il suono della pioggia. Ora ogni goccia mi fa paura”. L'intreccio perverso col debito internazionale, che grava su chi è vittima dell'inquinamento altrui. Il card. David: "Unatassa sull'estrazione dalla terra che ripaghi le comunità locali".
Solo il 17,5% dei giapponesi possiede oggi un passaporto valido. Uno specchio della debolezza dello yen ma anche del ripiegamento forzato su se stessi delle nuove generazioni. Per far fronte all'isolamento sempre più diffuso nascono nuove iniziative di solidarietà, così come risposte aziendali o tecnologiche. Ma in un quadro sociale che resta bloccato.
Gli accordi commerciali firmati alla Casa Bianca sulle terre rare e altri settori sembrano guardare più agli interessi economici degli Stati Uniti che agli equilibri geopolitici. E lo stesso Cremlino, che in passato aveva manifestato una certa insofferenza per questi contatti, stavolta ha espresso grande accondiscendenza
Negli ultimi cinque anni i prestiti e i depositi cinesi all'estero in renminbi sono quadruplicati, mentre il CIPS (l'alternativa di Pechino al circuito SWIFT) va crescendo in Asia centrale, Medio Oriente e altre aree strategiche. Ma il disegno rimane comunque nazionale perché per poter davvero contare su una valuta globale la Cina dovrebbe rinunciare al controllo sui flussi di capitale, scelta per Xi Jinping incompatibile con la stabilità interna.
Il ministero dei Diritti umani interviene sulla battaglia dei Batak di Sihaporas contro l'impianto industriale che compromette le loro terre tradizionali. ERano state le chiese locali a sollecitare con un esposto un intervento. Il ministro Natalius Pigai: "Qualsiasi attività economica rispetti gli interessi delle popolazioni locali".
Le sanzioni Usa contro il colosso petrolifero Lukoil sono destinate ad avere contraccolpi anche in Asia Centrale. Il gigante russo ha annunciato l'intenzione di vendere le sue attività all'estero, molto significative in un Paese come il Kazakistan che vende l'80% del suo petrolio attraverso infrastrutture di Mosca ma non può perdere l'accesso ai sistemi bancari occidentali.
Il leader della Casa Bianca ha incontrato oggi il presidente sud-coreano alla vigilia del vertice Apec, siglando un accordo su auto, acciaio e investimenti. Ieri l’intesa con la premier giapponese Sanae Takaichi, criticata dall'Asahi Shimbun per l'eccessiva accondiscendenza. Domani l’atteso incontro fra Trump e Xi a Busan. Il leader cinese avrà anche un bilaterale con il capo del governo di Tokyo.
Intervenendo al vertice il premier cinese Li Qiang invita a “serrare le fila” di fronte alle sfide globali, in primis quella commerciale con gli Stati Unti. Per il Sud-est necessario mantenere aperti i mercati evitando, di rimanere coinvolti in un duello commerciale tra superpotenze. Aggiornato l’accordo di libero scambio Asean-Cina, per il prossimo anno la presidenza passa alle Filippine.
Per decenni la Cina ha riversato risorse nel settore immobiliare generando una bolla colossale, ora le destina all'high-tech generando eccessi di capacità produttiva che non fanno crescere davvero l'economia. Milioni di lavoratori rurali espulsi dall'edilizia non trovano posto nei settori "innovativi" che creano poca occupazione. L'alternativa sarebbe investire sui 900 milioni di cinesi che vivono con dieci dollari al giorno.
La nuove restrizioni introdotte da Pechino per il controllo delle esportazioni dei preziosi minerali essenziali oggi per le armi sofisticate e le applicazioni dell'intelligenza artificiale rilanciano la questione dei giacimenti in Asia Centrale. Astana sostiene di aver aperto una nuova linea di produzione mineraria per oltre 20 milioni di tonnellate. Ma le carenze nei trasporti e nelle infrastrutture rendono ugualmente incerti e rischiosi gli investimenti internazionali.
Dagli stabilimenti automobilistici ai laboratori tessili, i tour nelle aziende stanno registrando il tutto esaurito nella Repubblica popolare. Itinerari con vere proprie "attrazioni" pensate ad hoc per mostrare le industrie non sono solo come luoghi di lavoro, ma soprattutto come simboli dei traguardi raggiunti come nazione.
La rapida urbanizzazione ha tra le conseguenze il pullulare di enormi discariche in contesti in cui solo una piccola percentuale di rifiuti viene riciclata. Nel solo Tagikistan ogni anno si accumulano oltre 2 milioni di materiali di scarto, che occupano nell’insieme oltre 300 ettari di territorio.
Ridimensionata Neom e altre infrastrutture, le autorità saudite puntano a sviluppare la città santa dell’islam. Nei giorni scorsi presentato il “King Salman Gate”, un piano che interesserà 12 milioni di metri quadrati e garantirà 300mila posti di lavoro in 10 anni. Previsti anche spazi commerciali, culturali e residenziali. Ma non mancano le voci critiche.
Al summit di Dušanbe si è sviluppata la discussione sulla direttrice che collegherebbe direttamente la Russia all’India e all'Iran. Mosca non è in grado di offrire all’Asia centrale i grandi investimenti della Cina e dell’Europa, ma cerca di recuperare in termini di infrastrutture per i trasporti e la logistica.
Il governo di Colombo ha varato un piano per la realizzazione dell'impianto sull'isola settentrionale, dove ci vogliono ancora 7 ore e prezzi alle stelle per consegnare il combustibile che alimenta i generatori elettrici. "Fa parte dello sforozo per colmare i divari e sviluppare l'economia nelle aree periferiche". Ma gli ambientalisti sono preoccupati per l'impatto sull'ecosistema fragile che ospita ancora una vasta popolazione di cavalli selvatici.
Il governo di Taipei si è affrettato a smentire che nell'accordo commerciale che sta trattando con Washington per la revoca delle tariffe ci sia la crescita al 50% della produzione negli Usa dei microprocessori per il mercato americano. Ma dall'opposizione il Kuomintang e il Taiwan People’s Party attaccano: "Vogliono svuotarci". In gioco anche gli investimenti della TMSC per i nuovi chip da 1,4 nanometri.
Il settore legato alle forniture militari cresce e prospera con continui flussi di risorse, materie prime, finanze e tecnologie. Le aziende medio-piccole e il ramo dei consumi devono fare i conti con le restrizioni dovute alle sanzioni, all’aumento delle tasse e all’accesso limitato ai capitali. L'economia di Mosca si è già radicata in un modello che anche in futuro non sarà facile cambiare.