Nella festa del grande santo maronita il patriarca Rai ha ricordato che spetta allo Stato l’uso della forza. Annullate le musiche in solidarietà alle 14 vittime nel cedimento di un edificio nel nord. Anche un bambino di tre anni ucciso negli ultimi attacchi dello Stato ebraico.
Ad AsiaNews Sayyid Rahim Abu Ragheef boccia la candidatura di al-Maliki, definendola “avventata” e “non responsabile” in un teatro di crisi interna e regionale. Preoccupano le tensioni fra Iran e Stati Uniti e lo stallo politico che blocca l’elezione del presidente. Cittadinanza e tutela delle minoranze fondamento della nazione. Nel rapporto con Teheran serve “responsabilità”.
Le milizie sciite filo-Teheran di Kataib Hezbollah minacciano la “guerra totale” per l’arrivo della portaerei Usa nell’area. Rinviata l’elezione del successore di Abdul Latif Rashid, ricordato per il duro scontro col patriarca caldeo con il ritiro del decreto presidenziale. Alla guida del governo dovrebbe tornare la figura ingombrante di al-Maliki. Card. Sako: tre giorni di digiuno e preghiera per il Paese.
Le forze governative siriane hanno intensificato l’offensiva nelle aree amministrate dalle milizie a guida curda. L’avanzata è stata accompagnata dal sostegno di tribù arabe locali, dai droni turchi, e dal silenzio assenso di Washington, mentre i colloqui tra Damasco e i curdi sono falliti. Si teme una nuova destabilizzazione legata alla fuga di combattenti dello Stato islamico dalle carceri finora gestite dall’amministrazione autonoma.
Teheran parla di relativa calma, ma dal Paese giungono ancora voci di proteste e manifestazioni. Per gli attivisti il dato delle vittime potrebbe toccare quota 12mila, mentre la Repubblica islamica riferisce di circa 2mila morti. Analista giordano ad AsiaNews: non è solo un problema interno legato all’economia e alla società, ma riguarda tutto il Medio oriente e il crollo dei gruppi alleati.
Nonostante il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, il conflitto continua al confine meridionale. Nella regione l’interdipendenza economica e umana è tale che quando soffre un villaggio, soffrono tutti. Ghirlande e presepi decorano timidamente i vicoli deserti. Il mercatino natalizio alla Scuola dei Sacri Cuori. "Per noi significa dire al mondo che siamo qui per la vita".
Il 31 dicembre si chiude dopo oltre 20 anni la missione di assistenza delle Nazioni Unite (Unami). Nei giorni scorsi il saluto alla presenza del segretario generale dell'Onu. Il Paese si è sviluppato e stabilizzato, ma restano ancora elementi di incertezza. L’attesa del nuovo governo dopo il voto e l’incognita sul premier uscente. Card. Sako: “Il popolo aspetta un nuovo Iraq”.
AsiaNews ha incontrato il presule ad Awali, nella sede del vicariato apostolico del Nord Arabia, in occasione di un reportage nei Paesi del Golfo. Molte le sfide di una Chiesa che “cresce”, dalle catacombe in Arabia Saudita ai riflessi della guerra fra Israele e Hamas nella regione. La solidarietà della popolazione, vicina alle sofferenza degli abitanti della Striscia.
La preghiera silenziosa di fronte al monumento con i nomi delle oltre 200 vittime dell'esplosione del 2020. In ginocchio davanti a un bambino con l'immagine del padre morto nella tragedia. Dopo cinque anni ancora ostacoli alle indagini. La storia di Nation Station, una cucina nata in quei giorni per dare da mangiare a chi aveva perso tutto e che prova a essere laboratorio di futuro.
Un raid aereo dei caccia israeliani ha colpito un appartamento della periferia sud di Beirut. Nel mirino Haytham Ali Tabataba’i, capo di stato maggiore del partito filo-iraniano. Washington e Tel Aviv contro i vertici libanesi che non sono ancora riusciti a disarmare Hezbollah. L’imminente visita del pontefice esclude l’escalation nell’immediato, ma restano i timori per il futuro.
Dopo l’approvazione del piano su Gaza da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il principe ereditario saudita Muhammad bin Salman torna negli Stati Uniti per la prima volta dall’omicidio Khashoggi. Al centro dei colloqui con Trump accordi miliardari su difesa, tecnologia e intelligenza artificiale, inclusa la vendita degli F-35 finora riservati solo a Israele. A Riyadh un ruolo centrale nelle dinamiche regionali senza aderire formalmente agli Accordi di Abramo.
Nella Valle dell'Oronte - dopo quattordici anni di assenza fozata per via dell'occupazione delle milizie islamiste che in questo villaggio uccisero anche p. François Mourad - le famiglie cristiane hanno riavuto le loro case e loro terre. Il Custode di Terra Santa padre Ielpo: "Ogni autentica ricostruzione si fonda sulla forza della fede e sulla potenza del perdono".
A lanciarlo la pedagoga e attivista Jina Achji, che ha voluto “offrire uno spazio” in grado di avvicinare e unire “tutte le comunità”. L’idea ha mosso i primi passi ad Aleppo nel 2012 e ora si è diffusa ad Hama e Homs. L’invito a vivere “il presente e la realtà” mettendo da parte il “sogno perduto […] per una terra immaginaria”.
La popolazione è “onorata” per essere stata scelta come prima meta di un viaggio apostolico all’estero del pontefice, ma è anche “esausta”. Dai due anni di guerra agli attacchi nel sud di Israele, restano molti i nodi irrisolti. La missione di Ortagus per negoziati diretti fra Stato ebraico e il Paese dei cedri. Si allarga la frattura fra cristiani, drusi e sunniti e il tandem sciita Hezbollah-Amal.
Il neo presidente ha ottenuto oltre il 62% delle preferenze, battendo il leader uscente Ersin Tatar sostenuto da Erdogan. L’estrema destra turca chiede di invalidare il voto e preme per la riunificazione, più cauto il capo dello Stato che mostra un tono conciliatorio. Il nodo del futuro dell’isola e dei legami con l’Europa e il Medio oriente. Il presidente turco tre giorni nel Golfo.
Il patriarca caldeo lancia un appello a meno di un mese dalle elezioni politiche, con l’invito a scegliere candidati “adatti a servire il popolo senza discriminazioni”. Il tema della lotta alla corruzione e la faida di potere fra gruppi. La scelta dei candidati cristiani e il rischio di infiltrazioni. La questione irrisolta della partecipazione politica delle minoranze irachene dopo il 2003.
Nel nord della Siria la prima consultazione dopo la caduta di Assad è stata seguita da nuovi episodi di violenza. Le autorità curde denunciano un assedio imposto dalle truppe governative, mentre da Damasco si parla di “attacchi ai posti di blocco”. Testimone da Aleppo ad AsiaNews: "È stata una notte tremenda. Ora le persone stanno rintanate in casa". Gli accordi per il controllo del Rojava restano in stallo, nessun voto nelle aree curde e nella provincia di Suwayda.
L'esponente cattolico palestinese guarda con favore alla proposta in 20 punti su Gaza: "Imperativo fermare morte e distruzione". Il nodo di Hamas (con le sue diverse anime) che deve ancora rispondere. L’auspicio di un “primo passo” verso la fine del conflitto, e una ricostruzione che esclude sfollamenti o la trasformazione della Striscia in una riviera. L’importanza di una forza internazionale e il ruolo di Paesi musulmani come l’Indonesia.
Ieri all’Onu l’iniziativa franco-saudita per il riconoscimento di una sovranità a pieno titolo accanto a Israele. Ad oggi favorevoli 152 Paesi su 193, resta l’opposizione degli Stati Uniti. Fra i punti delineati da Macron “una missione internazionale di stabilizzazione”. L’attivista palestinese parla di “risveglio delle coscienze”, ma è solo “la prima tappa”, servono “altre azioni”. "Nella futura Palestina musulmani, cristiani ed ebrei siano uguali di fronte alla legge".
A 5 km dal confine con Israele, l’istituto fondato sotto l’Impero ottomano nel 1881 per ragazze cristiane lotta per la sopravvivenza. P. Youssef Nasr: le scuole cattoliche accolgono circa 190mila studenti, il 20% del totale e il 30% del privato. I non cristiani sono il 30%, anche se in alcune aree il dato supera il 60%. La sfida economica per la sopravvivenza e le tensioni etniche post-guerra.
Nella notte l’attacco di un drone a una delle imbarcazioni al largo delle coste tunisine. Sospetti su Israele. All’iniziativa internazionale della Global Sumud Flotilla, simbolo di “resilienza” come indica il nome in arabo, hanno aderito una decina di nazioni dell’Asia. Attivista filippino: importante mostrare “la nostra solidarietà”.
Il card. Pizzaballa e il greco-ortodosso Teofilo III respingono la prospettiva di “evacuazione” di fronte all'operazione militare israeliana "che è già realtà". "Non può esserci futuro basato sulla prigionia, lo sfollamento dei palestinesi o la vendetta”. Il servizio a una popolazione devastata dalla fame e dalla guerra delle suore di Madre Teresa, arrivate nel 1973 dopo l'uccisione del parroco di allora. A Tel Aviv la “Giornata nazionale di lotta” del Forum delle famiglie degli ostaggi e degli scomparsi.
Sono oltre 12 milioni, pari al 14% circa della popolazione, quanti vivono in “condizioni di estrema povertà”. Crescono anche i bambini che rischiano l’allontanamento dalle famiglie per difficoltà finanziarie. Crolla il tasso di natalità, con “preoccupazioni” sul futuro equilibrio demografico del Paese. Un cittadino su quattro che dovrebbe avere più di 65 anni entro il 2080.
Per lo studioso giordano l’obiettivo ultimo del governo Netanyahu “va oltre” la sconfitta di Hamas e ridisegnare i confini. La Cisgiordania diventa una “opportunità da sfruttare” in una prospettiva di annessione. La debolezza dell’Autorità palestinese e della comunità internazionale, il nuovo paradigma degli Accordi di Abramo. Fra le nazioni della regione “più tattiche che alleanze”.
Il Parlamento discute una proposta normativa che vuole regolare il diritto a manifestare ed esprimere il dissenso. I timori di attivisti e ong secondo i quali il testo - che non è stato resto ancora pubblico - rischia di affossare le libertà personali e civili in una nazione che si avvia al voto. Fra gennaio e giugno almeno 20 persone incriminate per esercizio pacifico “di libertà di espressione”.
Fissate per metà settembre per dare un segnale di normalizzazione, ma un terzo dei parlamentari saranno comunque designati da al-Sharaa, non ci sono partiti e l'attuale Costituzione non prevede forme di autonomia per alcune province. Il nodi del Rojava, la regione a maggioranza curda, e del governato meridionale di Suwayda dove vivono i drusi. Intanto l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati denuncia gli abusi contro le donne alawite.
In una settimana di scontri tra drusi, beduini e forze governative, uccisi oltre mille civili e combattenti, incluse famiglie cristiane e il pastore evangelico di origine drusa Khalid Mezheri. La Chiesa latina e il patriarcato greco-ortodosso chiedono l’intervento urgente della comunità internazionale e denunciano il ruolo di milizie che ancora sfuggono al controllo di Damasco e delle ingerenze esterne. L’Œuvre d'Orient segnala centinaia di sfollati senza cibo né acqua. Vicario apostolico di Aleppo Hanna Jallouf: “Solo il dialogo può salvare la Siria”.
Le forze armate siriane sono schierate da ieri ad Al-Suwayda e hanno imposto il coprifuoco. Negli scontri innescati da un incidente isolato sono morte un centinaio di persone, fra le quali 60 drusi. In gioco la nuova fase di “integrazione” della provincia con la Siria islamista di Ahmed al-Sharaa ma anche le relazioni con Israele. Sventato un attentato a una chiesa a Tartus.
L’emissario del presidente Trump Tom Barrack, di origini libanesi, è a Beirut alla ricerca di una risposta alla richiesta di smobilitazione militare del Partito di Dio che si intreccia con il processo di consolidamento delle istituzioni del Paese. Fra i nodi irrisolti: partenza delle forze israeliane, cessazione degli attacchi, liberazione di prigionieri libanesi.
Ad AsiaNews il parroco racconta la drammatica realtà di una popolazione “ogni giorno” più disperata. Il conflitto che continua all’ombra della guerra fra Israele e Iran, lo spiraglio di nuove trattative per un cessate il fuoco. La prossima settimana Netanyahu alla Casa Bianca. Palestinesi di Gaza mostrano foto di bambini israeliani uccisi da Hamas il 7 ottobre.