28/05/2020, 11.19
INDIA
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​Si possono vendere i liquori, ma chiese e templi restano chiusi

di Biju Veticad

Il cardinale George Alencherry, a nome di tutte le confessioni cristiane, ha scritto alcuni giorni fa al Primo ministro del Kerala, chiedendo il permesso per riprendere il culto nelle chiese cristiane. Ma il Primo ministro Pinarayi Vijayan ha rifiutato di dare una risposta affermativa temendo la diffusione del Covid-19.

Thiruvananthapuram (AsiaNews) – Riaperte le rivendite di liquori, si faranno gli esami nelle scuole secondarie, ma le chiese e tutti gli altri luoghi di culto restano chiusi.

Il governo del Kerala ha concesso la riapertura dei negozi di alcolici, usando  l'applicazione avanzata di acquisto di liquori basata su smartphone (nella foto: in fila davanti a una rivendita), chiamata BevQ. Gli esami delle scuole secondarie superiori vengono svolti con grande attenzione al distanziamento sociale e alla igienizzazione delle scuole.

Chiese, templi e moschee, però, non possono essere riaperti. Il Primo ministro del Kerala, infatti, si rifiuta di riaprire i luoghi di culto denunciando il pericolo della  diffusione di Covid 19. Ma a Karnataka, un altro Stato dell'India meridionale, il  Primo ministro Yediyurappa prevede che non solo i templi, ma anche le moschee e le chiese potrebbero riaprire al pubblico dal 1 ° giugno. “Nel nostro Paese la legge è uguale per tutti…. ma per tutto questo, è necessaria l'autorizzazione del governo centrale, la stiamo aspettando, i nostri sforzi sono in questa direzione ", ha detto Yediyurappa.

Il cardinale George Alencherry, a nome di tutte le confessioni cristiane, ha scritto alcuni giorni fa al Primo ministro del Kerala, chiedendo il permesso per riprendere il culto nelle chiese cristiane. Ma il Primo ministro Pinarayi Vijayan ha rifiutato di dare una risposta affermativa temendo la diffusione del Covid-19.

Vescovi, sacerdoti e un gran numero di fedeli si oppongono al fatto che bar e negozi di vendita di liquori possano essere aperti per vendere alcolici e, chiedono perché la chiesa o i locali del tempio non possano essere preparati con misure per il distanziamento sociale e contro la diffusione del virus.

Il consumo di alcol, spesso si trasforma in un male sociale, a causa della dipendenza di centinaia di persone, in particolare coloro che lavorano a giornata. Poiché porta alla distruzione della pace nelle famiglie, spesso dai vescovi cattolici del Kerala, sono venute critiche contro la politica del governo sui liquori. D'altro canto, la vendita di liquori è una delle maggiori entrate per i governi indiani. Allo stato attuale, l'imposta sulle vendite di liquori indiani è compresa tra il 202% e il 212%.

Un'altra notizia attuale è che, nonostante tutte le misure rigorose che sono state adottate durante il blocco, gli studenti di 10mo e 12mo grado stanno concludendo gli esami annuali. Il Kerala sembra essere l’unico Stato ad aver adottato tutte le misure per assicurare ai suoi studenti di poter concludere il loro anno accademico, che è sempre nel mese di marzo.

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