19/04/2018, 12.23
FILIPPINE
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‘Atto vergognoso ed antidemocratico’ l'arresto di un'anziana suora missionaria

Nel Paese da 27 anni, la 71enne religiosa australiana è una nota attivista per i diritti umani.  Ha svolto la sua opera tra gli agricoltori e le popolazioni indigene. Le autorità accusano la suora di “aver partecipato a manifestazioni anti-governo”. La Chiesa cattolica e gli attivisti esprimono timori per una campagna governativa contro il dissenso.

Manila (AsiaNews) – “È un atto vergognoso, un gesto molto antidemocratico da parte del governo. Se ne dovrebbero vergognare, perché parlare in favore dei poveri non può essere un crimine”. Ad affermarlo è p. Edwin A. Gariguez, a capo del Segretariato nazionale per l’azione sociale (Nassa) e Caritas Filippine, braccio umanitario della Conferenza episcopale (Cbcp). Intervistato da AsiaNews, il sacerdote commenta così il temporaneo arresto di un’anziana missionaria australiana, nota attivista per i diritti umani.

Durante un discorso alle Forze armate, il presidente Rodrigo Duterte ha rivendicato ieri la “piena responsabilità” per il fermo di suor Patricia Anne Fox (foto), 71enne superiora delle Religiose di Nostra Signora di Sion nelle Filippine. Duterte ha dichiarato di aver ordinato un'inchiesta sulla missionaria per “condotta disordinata”, giustificando la disposizione come una mossa legale contro gli stranieri “indesiderabili”, che “non hanno diritto di criticare il governo della nazione”.

Nel Paese da 27 anni, suor Patricia ha svolto la sua opera tra gli agricoltori e le popolazioni indigene. Di recente, la religiosa ha preso parte ad una missione internazionale di inchiesta e solidarietà che indagava su presunte violazioni dei diritti nei confronti di contadini e tribali Lumad, nell’isola meridionale di Mindanao. Le autorità accusano la suora di “aver partecipato a manifestazioni anti-governo” nelle città di Davao e Tagum.

Tre giorni fa, sei funzionari dell’Ufficio immigrazione (Bi) hanno prelevato suor Patricia dalla casa della missione a Quezon City e l’hanno condotta presso la divisione dell’intelligence a Manila, dove hanno disposto lo stato di fermo durato 22 ore. Le autorità hanno provveduto al rilascio dopo aver stabilito che la religiosa è in possesso di un valido visto da missionaria, che la rende una “straniera con regolare documentazione”.

L’Ufficio immigrazione afferma che la suora non è soggetta a procedimenti penali in quanto non è stata arrestata in flagranza di reato. Tuttavia, è in corso un’inchiesta per stabilire se vi sono gli estremi per l’espulsione dal Paese. Secondo la legge sull'immigrazione, agli stranieri è vietato aderire ad azioni di massa o ad attività politiche, poiché l'atto equivale a violare le condizioni della loro permanenza.

In seguito al suo rilascio, suor Patricia ha ammesso ai cronisti di aver partecipato a manifestazioni di solidarietà con gruppi di contadini ma “non a raduni anti-governativi”. “Li chiamerei [raduni] religiosi, perché siamo chiamati a stare accanto ai poveri – ha dichiarato – Non ho aderito a manifestazioni politiche di parte, ma sono stato attiva in questioni relative ai diritti umani”.

La Chiesa cattolica e gli attivisti per i diritti umani esprimono il timore che dietro l’arresto di suor Patricia si celi una campagna governativa contro il dissenso. Durante una visita alla religiosa nelle ore del fermo, mons. Broderick Pabillo, vescovo ausiliare di Manila, ha dichiarato: “Non vi è ancora una legge marziale, ma stanno già dando la caccia alle persone che si oppongono”.

Alle parole del prelato fanno eco quelle di p. Edwin A. Gariguez, che afferma: “Sono convinto che quanto accaduto non influenzerà l'opera missionaria della Chiesa nelle Filippine. In virtù del suo ministero profetico, la Chiesa è chiamata ad essere coraggiosa, sfrontata nell'esprimersi in nome della Verità, dei diritti degli ultimi e degli oppressi. Per questo, non possiamo lasciarci intimidire dal governo. Porteremo avanti la nostra missione ed il governo non potrà far nulla per fermarci”.

“L’arresto di suor Patricia – prosegue il sacerdote – va contro i valori culturali del popolo filippino. Siamo gente molto caritatevole nei confronti del prossimo e vedere una suora di 71 anni in prigione ha urtato la sensibilità dei cittadini. La detenzione di suor Patricia è inaccettabile anche per i sostenitori di Duterte, perché la pietà ed il rispetto verso le persone anziane sono parte integrante della nostra tradizione. Sui social media vi sono state reazioni molto dure, ho letto molti commenti di persone indignate”.

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