03/05/2010, 00.00
HONG KONG - MACAO
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1° Maggio: salario e orario minimo per operai sempre più poveri

di Annie Lam
Si chiede una paga minima di 3,2 euro all’ora. Cattolici e protestanti in prima linea per la difesa della dignità del lavoro. Più di 160 mila famiglie di Hong Kong vivono con meno di 400 euro mensili. A Macao la manifestazione è degenerata con scontri fra polizia e lavoratori.
Hong Kong (AsiaNews) – Migliaia di abitanti di Hong Kong hanno manifestato il 1°Maggio domandando leggi che garantiscano una paga minima oraria di 33 dollari di Hong Kong (circa 3,2 euro). Fra i manifestanti anche giornalisti e molti cattolici, i quali ricordano che la dottrina sociale della Chiesa impone un salario minimo legato alla dignità umana.
 
Diversi gruppi hanno pure domandato contratti collettivi e pagamento degli straordinari, quando superano le otto ore giornaliere, mentre si assiste a una crescente disparità fra ricchi e poveri.
 
A Macao la marcia dei lavoratori, organizzata da una decina di gruppi, ha raccolto almeno 1500 persone, domandando la fine del lavoro nero e migliori condizioni di impegno. Alcuni lavoratori e qualche giornalista sono rimasti feriti per lo scontro con le forze dell’ordine che volevano instradare la manifestazione lungo strade secondarie.
 
A Hong Kong, la dimostrazione ha pure domandato il suffragio universale e la piena democrazia del territorio. La manifestazione è stata appoggiata dalla confederazione dei sindacati, organizzazioni sociali e studentesche cattoliche e protestanti, gruppi a favore della donna, manovali delle ditte di costruzione e partiti politici.
 
Lina Chan Li-na, segretaria esecutiva della commissione Giustizia e pace della diocesi, ha dichiarato ad AsiaNews che diversi lavoratori del territorio guadagnano meno di 3 euro all’ora e sono stremati dai lunghi orari di lavoro. “Noi cattolici – ha detto - continueremo a lottare per una paga decente perché la dottrina sociale della Chiesa esige salari onesti e piena dignità umana nel posto di lavoro”.
 
Secondo l’Hong Kong Christian Industrial Committee, con base protestante, almeno 160 mila famiglie hanno un salario mensile minore di 4 mila dollari di Hong Kong (meno di 400 euro); rispetto al 2008, nel 2009 esse sono aumentate del 3,9%.
 
La Commissione cattolica per gli affari del lavoro ha organizzato una Via crucis di preghiera per i lavoratori e le loro condizioni. In una dichiarazione del 30 aprile, essa denuncia il fatto che il governo si rifiuta di varare una legge che stabilisca il massimo di ore lavorative, costringendo gli impiegati locali a fare tanti straordinari. Più di un milione di persone lavorano oltre 48 ore settimanali.
 
Alla manifestazione erano presenti anche immigrati stranieri, fra cui nepalesi, filippini e indonesiani, che domandano una paga più alta e pieno impiego.
 
Anche i giornalisti locali chiedono una paga migliore e libertà di stampa. Alcuni rappresentanti dell’associazione dei giornalisti hanno richiesto ai proprietari dei giornali una paga più alta e migliori condizioni di lavoro per cinque giorni lavorativi.
 
Il governo di Hong Kong sta per proporre un decreto per il salario minimo. Matthew Cheung Kin-chung, segretario per il lavoro e il welfare, ha detto che egli spera su un varo veloce della legge. Ma ha pure precisato che il governo non sosterrà una revisione obbligatoria annuale dei salari per permettere maggiore flessibilità.
 
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