18/10/2005, 00.00
GIAPPONE
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200 parlamentari giapponesi visitano il tempio Yasukuni

Tokyo non appare preoccupata per le proteste di Pechino e Seoul. Nei prossimi mesi i 3 Stati si dovranno comunque incontrare in summit importanti.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Quasi 200 parlamentari giapponesi hanno visitato oggi il tempio Yasukuni, dopo che ieri c'era andato il premier Junichiro Koizumi. Non erano presenti ministri.

La visita di Koizumi il 17 ottobre (primo dei 4 giorni della festa d'autunno) ha suscitato aspre proteste di Cina e Corea del Sud, che considerano l'atto come una celebrazione del militarismo nipponico. Nel tempio sono venerati 2,5 milioni di morti in guerra per il Paese, tra cui 14 criminali di guerra di classe A. Dalla sua vittoria elettorale nel 2001 Koizumi ha visitato il tempio 5 volte, ma ancora non l'aveva fatto quest'anno, dopo accese proteste dei 2 Stati vicini.

Ieri Li Zhaoxing, ministro degli Esteri cinese, ha sostenuto che la visita di Koizumi ha "recato serio danno" alle relazioni tra i 2 Stati e che è in dubbio il previsto summit tra i ministri degli Esteri. "Il governo e il popolo cinese – si legge in una dichiarazione ufficiale – esprimono una ferma ira". Ma Nobutaka Machimura, controparte giapponese, nega che l'incontro sia stato cancellato e osserva che proseguire i colloqui sia ora ancora più importante.

Wang Yi, ambiasciatore a Tokyo, parla di "danno alle relazioni sino-nipponiche" e di "grave provocazione" che coincide con "il glorioso ritorno" della missione spaziale cinese.

Un portavoce del presidente sudcoreano Roh Moo-hyun ha definito "improbabile" che avvenga il previsto incontro semestrale tra questi e Koizumi.

Gli esperti commentano che Koizumi ha scelto con attenzione quando recarsi al tempio, in previsione delle aspre reazioni. Giappone, Cina e Corea del Sud avranno, nei prossimi mesi, una serie di importanti incontri ufficiali. A novembre ci sarà il summit delle 21 Nazioni dell'Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) a Busan, Corea del Sud, che deve affrontare questioni nodali quali terrorismo e influenza aviaria.

A dicembre in Malaysia avrà luogo il primo summit dell'Asia orientale, con Giappone, Cina, Corea del Sud e altri 13 Stati. All'inizio di novembre è atteso un altro incontro della sei nazioni per discutere delle ambizioni nucleari della Corea del Nord, cui partecipano anche questi 3 Stati, oltre a Russia e Stati Uniti.

Peraltro le tensioni con Pechino dipendono anche da questioni quali lo sfruttamento dei giacimenti energetici nel mare a confine tra i 2 Stati e la richiesta di Tokyo per un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Hiroyuki Hosoda, Capo di gabinetto nipponico, dopo le proteste di Pechino e Seoul ha espresso la convinzione "che ogni cosa proseguirà come previsto".

In Giappone l'opinione pubblica è divisa. Secondo un'indagine della Nippon Television, il 47,6% degli intervistati era favorevole alle visite, contro un 45,5% di contrari. A settembre l'Alta Corte di Osaka ha affermato che le visite violano la separazione costituzionale tra Stato e religione. Ma il giorno prima l'Alta Corte di Tokyo aveva affermato il contrario e ritenuto trattarsi solo di una "visita privata". Koizumi quest'anno, per la prima volta, ha insistito che ci si reca come privato cittadino, senza indossare le vesti tradizionali e senza firmare il registro dei visitatori ( dove nel 2004 aveva scritto: "Primo ministro Junichiro Koizumi"). (PB)
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