14/07/2018, 09.00
BANGLADESH
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A Dinajpur la casa di riposo per le suore anziane Shanti Rani

di Sumon Corraya

La congregazione è stata fondata nel 1951 da un vescovo del Pontificio istituto missioni estere. Con l’aumento delle ultra80enni, diventa “necessaria una struttura che le aiuti nelle faccende quotidiane”. Le suore giovani si prendono cura delle consorelle più anziane.

Dinajpur (AsiaNews) – “Sentivamo che c’era il bisogno di aprire una casa per le suore anziane e lo abbiamo fatto all’interno del convento”. Così ad AsiaNews suor Gertrude Costa, 62 anni, spiega il motivo che ha portato la sua congregazione a riservare un’ala del convento di Dinajpur alle cura delle consorelle più attempate. La religiosa fa parte delle Suore catechiste del Cuore immacolato di Maria Regina degli Angeli, conosciute più semplicemente con il nome di Shanti Rani (Regina della pace) Sisters.

Le suore Shanti Rani sono un ordine religioso locale, il secondo per numero di membri in tutto il Bangladesh. Fondata nel 1951 a Dinajpur dall’allora vescovo Giuseppe Obert, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), oggi la congregazione conta 178 membri, di cui circa il 35% al di sopra dei 60 anni.

Sr. Gertrude spiega che il calo delle vocazioni degli ultimi anni, accompagnato dal progressivo invecchiamento delle religiose, ha spinto l’ordine a creare una casa di riposo per coloro che, per via dell’età, hanno più bisogno d’aiuto nelle faccende quotidiane. “Siamo come una famiglia – afferma – e le suore anziane hanno bisogno di cure maggiori e meritano rispetto. Siamo loro grate perché esse hanno dato un enorme contributo alla congregazione e alla Chiesa del Bangladesh. Abbiamo il dovere di prenderci cura di loro”.

Tra le religiose più longeve ospitate vi è sr. Teresa Mardy (v. foto 3), 84 anni. È stata la quarta suora ordinata dalla congregazione e racconta: “Ho trascorso tutta la vita a lavorare nelle aree remote come catechista. Predicavo il messaggio di Dio e trasformavo la vita delle persone [sull’esempio di] Cristo”. Oggi fa fatica a camminare e ricorda a malapena il passato, ma le consorelle dicono di lei che era davvero “vispa”. “Ho lavorato l’intera vita per il Signore e adesso trascorro la vecchiaia pregando”.

Sr. Assunta Rozario (v. foto 4), 80 anni, ricorda: “[Quando ero giovane] non avevo mai visto una suora. Arrivata all’ostello di Dinajpur, ho visto per la prima volta delle suore straniere e ho avuto l’ispirazione di diventare come loro. Ho servito nelle scuole per 43 anni, lavorando come catechista nei villaggi più sperduti. Visitavo le famiglie non cristiane e facevo conoscere loro Gesù Cristo”. La religiosa rammenta con gioia gli anni della gioventù: “Credo che la mia vita religiosa sia servita a qualcosa. Ora aspetto che arrivi la mia fine per ricongiungermi con Dio. Lo ringrazio ogni giorno per avermi mandato a lavorare nel suo Regno”.

Sr. Bernadetta Gomes (v. foto 1), 84enne, lavorava nella formazione delle novizie e nelle scuole. Oggi, riporta con commozione, “trascorro le giornate nella preghiera e ricevo tante visite da parenti, amici ed ex alunni che mi portano doni”. Sr. Jacinta Soren (v. foto 2), 80 anni, racconta che seguendo il suo esempio di vita, “altre due mie parenti hanno scelto di farsi suora”. “Ho ricevuto tante benedizioni – dice in conclusione – servendo la Chiesa e il Signore”.

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