08/03/2012, 00.00
GIAPPONE
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A un anno dal "grande terremoto" che ha sconvolto il Giappone

di Pino Cazzaniga
È stato il sisma più potente nella storia del Paese. L'energia sviluppata è pari a 600 milioni di volte quella della bomba di Hiroshima. Cifre apocalittiche su morti, dispersi e distruzioni. Ancora aperto il problema dello smaltimento dei detriti: tutti temono siano contaminati da scorie nucleari. Parlamento e impiegati pubblici si riducono il salario del 30% per trovare i fondi della ricostruzione.

Tokyo (AsiaNews) - "Questa è la crisi più grave e più difficile del Giappone dalla fine della II Guerra mondiale": così l'allora primo ministro Naoto Kan ha definito il terremoto di magnitudo 9 che un anno fa, l'11 marzo del 2011, alle ore 14.46, ha colpito la costa nordorientale del Paese. Il sisma è stato il più potente sofferto dalla nazione  e uno dei 5 più disastrosi nel mondo dall'anno 1900, ossia da quando si è cominciato a registrarne la potenza distruttiva.

Accompagnato da tsunami, con ondate di oltre 40 metri di altezza, ha avuto effetti catastrofici: 15.850 morti; 6.011 feriti; 3287 dispersi; 125mila edifici distrutti;  incendi in molte zone; strade e ferrovie gravemente danneggiate; crollo di dighe. Quattro milioni di famiglie del nord-est sono rimaste senza elettricità e un milione senz'acqua. Secondo la valutazione della Banca mondiale, il costo del disastro si aggira  sui 235 miliardi di dollari Usa. L'energia sviluppata dal sisma è stata di 9.320 gigatoni di tritolo, circa 600 milioni di volte l'energia rilasciata dalla bomba atomica che ha distrutto Hiroshima nell'agosto del 1945.

Tokyo, pur essendo lontana 250 chilometri da Fukushima, la città epicentro del terremoto, ha avuto 30 edifici distrutti e1.046 danneggiati. Dall'11 marzo fino all'8 giugno sono state registrate 1000 scosse di assestamento,  di cui 60 di magnitudo 6 e almeno 3 di magnitudo superiore a 7. Lo tsunami che si è abbatttuto sull'aeroporto di Sendai ha spazzato via aerei in parcheggio, mentre elicotteri filmavano centinaia di veicoli  in corsa travolti da micidiali onde.

 Tonnellate di detriti radioattivi

 Il potente sisma ha lasciato sulla zona colpita decine di milioni di tonnellate di detriti:  a un anno di distanza dal disastro, solo il 5% è stato rimosso, perchè l'86% delle municipalità della nazione si rifiutano di accoglierli:  le popolazioni sospettano che siano radioattivi a causa delle radiazioni emanate dalla danneggata centrale  nucleare di Fukushima. Di conseguenza i cittadini colpiti dal disastro vivono  accanto alle macerie.

"E' crudele lasciare il compito dell'eliminazione dei detriti ai sopravissuti che hanno già perso le case, le famiglie e il lavoro" , ha detto Goshi Hosono, il ministro dell'ambiente, esortando tutti a collaborare al massimo. "Kizuna", cioè legame, solidarietà, è la parola d'ordine diffusa specialmente per  i cittadini di Tokyo. Ma ancora a febbraio, a un anno circa dal disastro, solo il 5% dei 23 milioni di tonnellate di detriti  sono stati sepolti o inceneriti, nonostante l'offerta di denaro da parte del  governo centrale alle prefetture e ai privati.   Il governo ha programmato di pulire e decontaminare tutta la zona entro il marzo del 2014.

 Alleanza politica

 Nella tragica circostanza, il contrasto politico tra il partito al governo (PDJ, partito democratico del Giappone) e il principale partito dell'opposizione (PLD:partito liberal democratico) ha ceduto il passo a un'alleanza di emergenza: il primo ministro Yoshihiko Noda, presidente del PDJ, e Sadakazu Tanigaki, presidente del PDL, hanno raggiunto un accordo per superare le lentezze nella ricostruzione.

Il lavoro di rimozione dei detriti e di ricostruzione richiede molto denaro. Il primo ministro Noda ha detto che il governo si impegna a trovarlo attraverso una riforma fiscale: il che significa aumento di tasse al consumatore. Tanigaki ha accettato perchè non c'è altro mezzo per risolvere l'emergenza dei danni del terremoto. In tutte e due i leader il senso di responsabilità ha prevalso su eventuali interessi politici. L'accordo non si è realizzato a porte chiuse, ma di fronte ai cittadini in un dialogo aperto in parlamento.

Il 5 marzo scorso il PDJ (il partito di governo), in un dibattito interno al partito ha proposto una riduzione del 7,8% del salario agli impiegati governativi. Noda, in un dibattito parlamentare, ha alzato  la cifra di riduzione al 10%; poi nel dibattito all'interno dei due maggiori partiti si è deciso di alzarlo ulteriormente fino al 14%. La proposta di riduzione salariale si è estesa anche agli impiegati governativi. Se la proposta sara' accettata dalla Dieta (parlamento), le spese annuali del governo si ridurranno di 580 miliardi di yen. Il denaro risparmiato sarà tutto devoluto alla ricostruzione del nord-est ancora devastato.

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