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» 27/02/2009
PALESTINA
Accordo tra Hamas e Fatah, alla vigilia della conferenza dei “donatori”
Le fazioni palestinesi rivali hanno convenuto di dar vita a un processo che dovrebbe portare alla formazione di un governo di unità nazionale. Ciò permetterà di ottenere gli aiuti per la ricostruzione di Gaza. Per l’israeliano Haaretz, la guerra ha giovato a Hamas.

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Accordo raggiunto al Cairo tra Hamas e Fatah – ed altre fazioni palestinesi minori – per formare cinque comitati che dovrebbero affrontare questioni relative alla sicurezza e dar vita ad una commissione elettorale. Ciò per permettere la formazione di un governo di unità nazionale (nella foto: i negoziatori). I comitati cominceranno a riunirsi il 10 marzo, con il fine di raggiungere l’obiettivo fissato alla fine del mese. Come primo gesto di riconciliazione, all’inizio del “dialogo” ognuno dei due gruppi libererà prigionieri dell’altro.
 
A novembre, il precedente tentativo della diplomazia egiziana di promuovere un accordo tra i palestinesi era fallito per la decisione di Hamas di non presentarsi al tavolo della trattativa. Gli islamisti accusavano il Fatah di Mahmoud Abbas di continuare ad arrestare suoi adepti in Cisgiordania.
 
A dare una spinta probabilmente decisiva all’accordo tra le fazioni rivali, il prossimo - tra due giorni - inizio di una conferenza che riunirà, sempre al Cairo, i Paesi che intendono contribuire alla ricostruzione di Gaza, gravemente danneggiata dai 22 giorni di conflitto con Israele. Tra i “donatori”, i Paesi occidentali hanno sempre espresso resistenze a dare aiuto a Hamas, movimento che Stati Uniti ed Europa definiscono “terrorista”.
 
Il movimento sembra però aver tratto giovamento dal conflitto con Israele. Lo scrive l’israeliano Haaretz, citando un sondaggio svolto nei Territori. A dare ulteriore prestigio a Hamas, secondo il quotidiano, potrebbe contribuire lo scambio – sul quale si sta trattando - tra il militare israeliano Gilad Shalit e più di mille prigionieri palestinesi.
 
Analizzando i risultati del conflitto a Gaza, Haaretz ritiene inoltre che, mentre sul piano militare l’esercito israeliano (IDF) ha mostrato di aver appreso la lezione della guerra con Hezbollah, sul piano diplomatico l’operazione ha finito col “legittimare Hamas come governo della Striscia di Gaza”. E, alla vigilia del primo viaggio del nuovo segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, in Medio Oriente, il giornale nota che “invece di venire a parlare con Israele della minaccia iraniana, la prima visita sarà centrata sul problema dei palestinesi a Gaza. Questo potrebbe essere il danno maggiore”.
 

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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