13/03/2012, 00.00
INDIA

Acqua dalla croce di Irla. Indiano ateo accusa la Chiesa di “fabbricare” miracoli per soldi

Nirmala Carvalho
Dal 5 marzo gocce d’acqua sgorgano dai piedi del crocifisso, vicino a Nostra Signora di Velankanni (Mumbai). Una donna indù ha scoperto il presunto miracolo. Presidente dell’Indian Rationalist Association accusa la Chiesa di sfruttare le immagini sacre e il papa di essere contro la scienza. Vescovo ausiliare di Mumbai: “Dichiarazioni frutto della sua stessa ignoranza. Chieda scusa”.

Mumbai (AsiaNews ) - "È giusto domandarsi se a Irla sia davvero accaduto un miracolo. È inammissibile accusare la Chiesa di creare eventi simili per ricavarci denaro". Così mons. Agnelo Gracias, vescovo ausiliare di Mumbai, commenta le dichiarazioni di Sanal Edamaruku, presidente dell'Indian Rationalist Association, sul presunto miracolo avvenuto vicino la chiesa di Nostra Signora di Velankanni, a Mumbai. La mattina del 5 marzo scorso, una donna indù si era recata alla croce di Irla per pregare, quando ha notato dell'acqua sgorgare ai piedi del crocifisso. Subito ha avvisato i vicini, e per giorni decine di persone di ogni religione sono andate a omaggiare l'evento sovrannaturale, pregando, facendo offerte e portando a casa un po' di quell'acqua.

A una televisione locale, il presidente dell'Indian Rationalist Association ha accusato la Chiesa di sfruttare il culto delle immagini; di aver "creato il miracolo" per guadagnarci dei soldi; infine, ha accusato il papa di essere contro la scienza. Edamaruku ha poi visitato di persona il sito, sostenendo che quell'acqua era un semplice "fenomeno di capillarità", spiegabile con elementari nozioni scientifiche. L'Association of Concerned Catholics (Aocc) ha denunciato l'uomo per le dichiarazioni infamanti contro la Chiesa e il papa, chiedendo scuse ufficiali.

Ad AsiaNews p. Augustine Palett, sacerdote PIME (Pontificio istituto missioni estere) e parroco di Nostra Signora di Velankanni, ha commentato: "Qui è accaduto qualcosa che va oltre la nostra comprensione e che ha raccolto indù, musulmani e cristiani insieme, uniti nella preghiera. Le dichiarazioni di Sanal Edamaruku sono ingiustificate, infondate e false. La Chiesa non cerca guadagna soldi sulla devozione della gente. Le sue istituzioni servono senza sosta poveri ed emarginati, senza alcuna discriminazione di casta o credo, per costruire questa nazione".

In un comunicato ufficiale, il vescovo ausiliare di Mumbai ha sottolineato: "La Chiesa è sempre cauta nell'attribuire cause sovrannaturali a fenomeni fuori dall'ordinario. Per quanto possibile, essa cerca sempre di trovare delle spiegazioni 'scientifiche' a eventi simili. Non presta grande attenzione a fenomeni come questo, sebbene accetti la possibilità che Dio possa intervenire nella vita umana in modi 'straordinari': quelli che noi chiamiamo 'miracoli'".

 Parlando delle accuse di Sanal Edamaruku, mons. Agnelo Gracias ha replicato punto per punto: "La Chiesa non sfrutta le immagini sacre, le onora. Rispettiamo e onoriamo le scritture di ogni religione non perché sono divine in sé per sé, ma per lo speciale significato che hanno per i fedeli di quella religione. Allo stesso modo, onoriamo la croce perché ci ricorda l'amore di Cristo, morto per noi. Il crocifisso di Irla non appartiene alla Chiesa, ed è stata una donna indù, non cattolica, a notare le gocce d'acqua". Infine, ha aggiunto, "il papa non ha nulla contro la scienza. Esistono eminenti scienziati e istituti cattolici, come la Pontificia accademia delle scienze. Credo che le dichiarazioni del nostro interlocutore siano semplice frutto della sua ignoranza". 

 

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