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    » 15/09/2009, 00.00

    IRAN

    Anche dai conservatori critiche contro Khamenei



    Un esponente del fronte filogovernativo in una lettera chiede alla Guida Suprema di scusarsi, perché i suoi uomini hanno picchiato e ucciso la gente. Dal “dissidente” Montazeri un invito al clero a smettere la congiura del silenzio sugli scontri. Potrebbero riprendere a ottobre i colloqui sul nucleare.
    Beirut (AsiaNews) – L’Iran si dice disposto a riprendere i colloqui sul suo programma nucleare, ma a questa ricerca (se l’affermata disponibilità è reale) di distensione internazionale non corrisponde al suo interno la fine della protesta per i brogli alle elezioni presidenziali del giugno scorso. Se sono praticamente spente le manifestazioni di piazza, continuano le prese di posizione specialmente da parte di esponenti religiosi, non solo “riformatori”.
     
    A scendere in campo, accanto al “dissidente” grande ayatollah Hossein Ali Montazeri è un esponente di rilievo del fronte conservatore, Mohammad Nourizad. Come già accade da qualche tempo, le critiche sono tutte interne alla componente religiosa, compreso Ali Khamenei (nela foto), la Guida Suprema.
     
    In una lettera pubblicata su vari siti, Nourizad, noto produttore cinematografico, attacca direttamente Khamenei. “Come comandante in capo dell’esercito – scrive tra l’altro – non puoi minacciare la gente dopo le elezioni. I tuoi uomini hanno aperto il fuoco, picchiato e ucciso le persone, distrutto e incendiato le loro proprietà. Il tuo ruolo in questo non può essere ignorato”. L’esponente del fronte conservatore chiede alla Guida Suprema di fare le sue scuse che “possono raffreddare l’ira del popolo”.
     
    Da parte sua Montazeri si rivolge al clero, invitandolo a porre fine al silenzio che ha fin qui osservato sugli scontri seguiti alle elezioni. “La gente – si legge sul suo sito – dice che questa repressione è contro l’islam e quindi va dai religiosi che sono i guardiani della religione e dell’islam” e “non trova alcuna presa di posizione contro le malefatte” . Il regime, aggiunge “sta sfruttando il silenzio dei religiosi”. “E voi pensate che sia bene restare in silenzio quando è in gioco la religione, l’islam e la reputazione della gente?”.
     
    Ieri, infine, un altro esponente riformista, Mahdi Karroubi, anch’egli candidato alla presidenza contro Ahmadinejad, in una lettera pubblicata sul suo sito ha confermato le accuse di violenze e stupri commesse nelle carceri contro giovani riformisti. A Karroubi era stato chiesto di ritrattarle dopo che una commissione governativa in un rapporto pubblicato sabato ha sostenuto che non ci sono prove delle violenze denunciate e che le notizie erano state diffuse per creare confusione nell’opinione pubblica”.
     
    Quanto ai colloqui sul nucleare, secondo fonti europee, il primo ottobre ci potrebbe essere un incontro in Turchia tra inviati di Teheran e dei 5+1 (I membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, cioè Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia più la Germania).  (PD)
     
     
     
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