04/06/2013, 00.00
TURCHIA
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Ancora scioperi e manifestazioni. Erdogan: Non è la Primavera turca

Sale a tre il bilancio dei morti. Negli scontri di questi giorni vi sono stati 1000 feriti a Istanbul e 700 ad Ankara. Nella capitale vi sono stati ancora scontri fra polizia e dimostranti, con lancio di gas lacrimogeno. Il premier rivendica il titolo di "Primavera turca" all'operato del suo governo. I manifestanti domandano le sue dimissioni.

Istanbul (AsiaNews) - I sindacati del pubblico impiego hanno deciso da oggi uno sciopero di due giorni a sostegno delle manifestazioni antigovernative che da piazza Taksim si diffondono in tutto il Paese.

Le dimostrazioni iniziate cinque giorni fa a Istanbul, per difendere il Gezi Park dalle speculazioni edilizie, sono divenute una contestazione di massa contro il governo di Recep Tayyip Erdogan.

Negli ultimi giorni, i violenti scontri fra la folla e la polizia hanno fatto tre morti. Il più recente è Abdullah Comert, un ragazzo di 22 anni deceduto in ospedale dopo essere stato colpito da un colpo d'arma da fuoco durante scontri nel sud della Turchia, al confine con la Siria. La prima vittima si chiamava Ethem Sarisuluk, morto ad Ankara per un colpo di arma da fuoco alla testa. La seconda vittima è un ragazzo di 20 anni, Mehmet Ayvalitas: è morto ad Istanbul investito da un'auto che si è scagliata contro i manifestanti.

Intanto, gruppi per i diritti umani e dottori aggiornano il bilancio degli scontri: i feriti sarebbero almeno 1000 a Istanbul e altri 700 ad Ankara. Il ministero degli interni afferma di aver arrestato 1700 persone.

Nella giornata di ieri vi sono state ancora dimostrazioni in piazza Taksim. Al grido di "Tayyip, dimettiti!" molti manifestanti hanno cercato di raggiungere la casa del premier nel quartiere di Besiktas, bloccati dalla polizia e dai candelotti lacrimogeni. Questa mattina, ad Ankara, vi sono stati scontri fra dimostranti e polizia.

Il premier Erdogan, prima di volare verso il Marocco, ha parlato ieri alla televisione, accusando "vandali" ed "estremisti" dietro alle manifestazioni. Egli ha messo in guardia dal paragonare i moti di questi giorni a una "primavera araba in Turchia". "Nei Paesi della Primavera araba vi era forse un sistema multipartito?", ha chiesto in televisione. E ha rivendicato che il suo governo, le sue riforme politiche ed economiche sono già una "primavera turca". "Coloro che nei media stranieri parlano di una Primavera turca, [sappiano che] siamo già nella primavera turca, l'abbiamo vissuta, e coloro che vogliono ritornare indietro all'inverno non vinceranno".

Salito al potere nel 2002, Erdogan ha modernizzato le strutture economiche del Paese e ridotto il potere dei militari, lanciandosi come modello per tutto il mondo islamico. Negli ultimi tempi ha varato alcune leggi sull'educazione religiosa e contro la vendita di alcol. Ma una parte laica della società lo accusa di voler islamizzare il Paese e soffocare le libertà personali. In più i manifestanti lo additano come un autoritario dittatore.

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