10/01/2013, 00.00
A. SAUDITA – SRI LANKA
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Arabia saudita: Regolamentare i lavoratori migranti, per salvare altre Rizana Nafeek

Una fonte di AsiaNews racconta il problema del traffico illegale nel mercato del lavoro tra Arabia saudita e Sri Lanka, India, Pakistan. I Paesi “di partenza” abbandonano i loro migranti. È il caso di Rizana: Colombo non le ha mai fornito un avvocato per il processo.

Riyadh (AsiaNews) - "Il governo dello Sri Lanka ha abbandonato Rizana Nafeek: prima, mandandola ancora minorenne in un Paese straniero; poi, lasciando che affrontasse un processo da sola, senza un avvocato". È quanto afferma ad AsiaNews una fonte saudita, anonima per motivi di sicurezza, sulla vicenda della giovane musulmana srilankese, giustiziata ieri in Arabia saudita per il presunto omicidio di un neonato. Alla notizia della sua esecuzione, Colombo ha espresso le condoglianze alla famiglia e ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria. Pur ritenendo "totalmente ingiusto" un provvedimento come la pena di morte, nel caso di Rizana, secondo la fonte, "il vero problema è il traffico illegale nascosto dietro le centinaia di migliaia di lavoratori migranti nel Regno".

Per la fonte, sin dall'inizio della vicenda sono stati commessi degli errori: nel 2005, quando morì il bambino e lei venne arrestata; nel 2007, quando il tribunale l'ha condannata a morte. "Dov'era l'ambasciata dello Sri Lanka negli ultimi cinque, sei anni? In prigione c'era un cittadino srilankese. Un essere umano, prima di tutto. Se l'avessero assistita da subito, forse non sarebbe finita in questo modo".

Al di là del singolo caso, secondo la fonte resta il problema dei lavoratori migranti minorenni. "Dal punto di vista srilankese - sottolinea -, non vedo alcuna buona ragione nel permettere a un minore di emigrare per lavorare. Fare la bambinaia è un mestiere difficile per il quale servono delle competenze. Se accade qualcosa al bambino, di chi è la colpa?". In tal senso, "il governo dello Sri Lanka dovrebbe essere ritenuto responsabile di quanto accaduto a Rizana Nafeek". Al tempo stesso, spiega, "anche l'Arabia saudita è responsabile per aver accolto una minorenne e averla destinata a un lavoro difficile".

Circa ogni due settimane, i giornali sauditi pubblicano almeno una notizia di cameriere, bambinaie e donne di servizio che hanno ucciso o seviziato un bambino, a volte anche le madri. La fonte afferma che questa tendenza "sta diventando una questione umanitaria, che deve essere affrontata".

L'esigenza di una normativa che regoli il flusso dei lavoratori migranti è molto sentita dalla società civile. Anzitutto, bisogna identificare e arrestare chi è coinvolto in questo mercato nero delle migrazioni, nei Paesi che "mandano" - Sri Lanka, India e Pakistan - e in Arabia saudita. Poi, nota la fonte, "è necessario stringere accordi bilaterali per tutelare i diritti dei migranti; certificare che abbiano più di 21 anni; controllare il livello di istruzione e di preparazione". Nel 2011, il Regno ha contratto accordi simili con le Filippine.  

 

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