20 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 30/01/2008, 00.00

    VIETNAM

    Arcivescovo di Hanoi: Pronto ad andare in prigione per il mio gregge

    J.B. An Dang

    La stampa di stato accusa il prelato e i sacerdoti della capitale di manipolare il popolo “ingenuo”. I cattolici continuano i loro raduni attorniati da poliziotti. Si teme qualche azione di forza.

    Hanoi (AsiaNews) – Continua il sit-in dei cattolici di Hanoi nel giardino dell’ex nunziatura, nonostante l’ultimatum lanciato dal governo di liberare il sito dalle 5 del pomeriggio di domenica scorsa. I giornali statali lanciano una nuova ondata di insulti su vescovo e fedeli. Alcuni cattolici pensano che questo sia un preparare il terreno a un gesto di forza.

    Dal 23 dicembre l’edificio della ex nunziatura vaticana nella capitale è punto di raccolta di migliaia di cattolici che domandano di riavere indietro l’edificio sequestrato dallo stato nel ’59 e che ora sta per essere venduto per fare ristoranti e night club. Il governo locale ha già minacciato “azioni estreme” se i gruppi di fedeli che continuano a pregare davanti l’edificio e nel giardino non smettono di “minare all’ordine pubblico”.

    P. Joseph Nguyen commenta ad AsiaNews: “Attualmente, nel giardino della ex nunziatura vi sono centinaia di religiosi e religiose, insieme a tanti laici che pregano. Ma vi sono anche un gran numero di poliziotti della sicurezza, in uniforme e in borghese. Si mescolano alla gente e prendono foto, filmano con delle videocamere. Temo che ci possa essere un attacco da un momento all’altro.

    L’arcivescovo, mons. Joseph Ngô Quang Kiệt, ci ha detto che pregare è un diritto umano basilare, protetto dalla legge e che lui è pronto ad andare anche in prigione per il suo gregge, se il governo fa una prova di forza”.

    Intanto una nuova campagna stampa accusa i fedeli cattolici di essere “ingenui” e di confidare troppo nei loro leader che vogliono “impadronirsi illegalmente dell’edificio”. Anche il giornale della polizia, il Capital security, accusa il clero di Hanoi di “mentire al loro popolo” e di “costringerli a dimostrare contro il governo”.

    Joseph Vu Van Khoat,che da venerdì scorso continua il sit-in nel giardino della residenza, bolla le cose dei giornali come “senza senso”. “Non mi interessa quello che scrivono – dice ad AsiaNews. Basta andare per le strade e domandare a chiunque: nessuno crede loro. Tutti sanno che siamo qui per pregare pacificamente e per chiedere giustizia. Ma è il loro lavoro raccontare bugie”.

    “Perché non pubblicano sui giornali la dichiarazione dell’arcivescovo?” si domanda Maria Doan Thi Tuyet. Il 28 gennaio a diocesi ha infatti diffuso una dichiarazione in cui si spiega che l’edificio della nunziatura non è mai stato “donato” (come invece pretende il governo locale). Esso inoltre afferma che il raduno dei cattolici è perfettamente legale (V.: Cattolici di Hanoi continuano la protesta sfidando l’ultimatum del governo).

    “In quel comunicato – continua la signora Doan Thi Tuyet – l’arcivescovo risponde punto per punto a tutte le accuse della stampa. Noi continuiamo a protestare perché siamo vittime di uno spirito ideologico. Per 30 anni abbiamo presentato richiesta di riavere indietro l’edificio e non abbiamo mai ricevuto risposta. Il governo tratta sempre noi cattolici come cittadini di seconda classe”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    28/01/2008 VIETNAM
    Cattolici di Hanoi continuano la protesta sfidando l’ultimatum del governo
    Il governo locale minaccia “azioni estreme” se le dimostrazioni non cessano. I media accusano la Chiesa di violenze contro pubblici ufficiali e di minare l’ordine pubblico. La diocesi risponde accusando i media di manipolazione e rivendicando la proprietà della nunziatura da parte della Chiesa.

    23/12/2009 VIETNAM
    Ordinati ad Hanoi 14 nuovi preti. Le ambiguità del governo: alcuni doni e chiese razziate
    La gioia per le nuove ordinazioni; la tristezza per nove chiese depredate: tabernacoli distrutti, ostie consacrate gettate per terra, statue scomparse. Il governo della città fa visita all’arcivescovo per gli auguri di Natale. Fino a poche settimane fa era bollato come “istigatore di rivolte”.

    05/08/2009 VIETNAM
    Violenze contro i cattolici: il velo contro crisi e corruzione del Partito comunista vietnamita
    La persecuzione contro i fedeli di Vinh è un diversivo per nascondere le profonde divisioni interne, ma anche la misura dell’abisso di disprezzo a cui è giunto il Partito, deciso ad approfittare dei nuovi venti economici e capace anche di svendere il Paese al suo nemico tradizionale, la Cina. La Chiesa e la sua funzione di risveglio delle coscienze, e i Montagnard convertiti sono condannati a sparire.

    23/02/2009 VIETNAM
    È morto il card. Paolo Giuseppe Pham Dinh Tung, già arcivescovo di Hanoi
    Benedetto XVI in un telegramma ne ricorda il grande coraggio e la generosa fedeltà ed esprime la sua fervente unione con tutti i vescovi del Vietnam.

    23/04/2010 VIETNAM - VATICANO
    Il presidente della Conferenza episcopale diviene arcivescovo coadiutore di Hanoi
    Mons. Pietro Nguyen Van Nhon, vescovo di Da Lat, 72 anni, è coadiutore di mons. Giuseppe Ngo Quang Kiet, 58 anni. Molti sospettano che la Santa Sede si sia piegata alle pressioni del governo che vuole rimosso l’arcivescovo di Hanoi, “istigatore di rivolte”. In cambio ci sarebbero i rapporti diplomatici e il viaggio di Benedetto XVI in Vietnam. Ma lo stesso mons. Kiet afferma: La Santa Sede mi ha sempre appoggiato. I motivi sono la mia salute.



    In evidenza

    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    COREA
    Vescovi coreani: No alle ‘provocazioni imprudenti’. Fermiamo l’escalation nucleare lavorando per la ‘coesistenza dell’umanità’



    I vescovi coreani hanno diffuso oggi un’Esortazione sulle tensioni crescenti attorno alla penisola coreana. La Corea del Nord, ma anche i “Paesi limitrofi” rischiano di compiere “azioni precipitose, senza freni”, che potrebbero portare alla “morte di innumerevoli persone” e a “piaghe profonde per l’intera l’umanità”. Ridurre le spese militari e potenziare le spese per lo sviluppo umano e culturale. L’appello a usare “la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. La preghiera nel giorno dell’Assunta, festa dell’indipendenza coreana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®