03/03/2017, 16.08
SINGAPORE

Arcivescovo di Singapore: Quaresima, la riconciliazione con Dio per superare il vuoto della vita

Le cattive abitudini portano via pace e gioia. Dio perdona, ma è necessaria la confessione e la penitenza. L’importanza della comunità per vivere la grazia. Penitenza, preghiera e elemosina sono i tre pilastri della Quaresima.

Singapore (AsiaNews) – L’arcivescovo di Singapore, William Goh, ha inviato ai fedeli la tradizionale lettera pastorale per il tempo di Quaresima. Esortando i fedeli ad interrogarsi sul “vuoto che non riescono a spiegare” nella loro vita, mons. Goh li incoraggia a cercare la riconciliazione con Dio, alla penitenza e al perdono. Questa, secondo l’arcivescovo, è la via verso la felicità e la pace. Il senso di mancanza che si percepisce nella vita è dovuto alle “cattive abitudini” che “distruggono non solo la nostra salute, ma portano via la nostra pace, gioia e felicità”.

Egli elenca alcuni esempi: “Stai vivendo una doppia vita. Stai vivendo una vita nel peccato, una vita d’infedeltà, tradimento, litigio e negatività verso le persone. Dipendi da rabbia, invidia, pigrizia e avarizia, oltre che da lussuria. Vorresti liberarti dai peccati che ti trattengono, ma non hai la forza di confessare e ricominciare tutto da capo.”

“Questo è il momento migliore per tornare a Dio e ritrovare la pace,” perché “tutti i Suoi figli sono chiamati alla bontà di Dio.” Secondo mons. Goh, Gesù è stato inviato per aiutarci a capire che, superando le tentazioni, possiamo vivere nella Grazia di Dio.

Dio desidera farci sapere che siamo perdonati, afferma l’arcivescovo, perché questa consapevolezza è necessaria per perdonare gli altri. “Ricevere il pieno perdono presuppone che confessiamo i nostri peccati in modo esplicito e riconosciamo di essere peccatori.”

“Il risultato della contrizione del cuore e della penitenza è la ricompensa di gioia e pace” che si manifesta nel ritrovare la vita di preghiera e la gioia della fede in Dio. 

Secondo mons. Goh, la grandezza della Quaresima è nel non camminare soli: “Abbiamo bisogno dei nostri fratelli e sorelli per accompagnarci nel cammino della fede.”

“Come potremmo condurre il nostro cammino se non usando le vie della grazia che ci sono concesse?”

Il prelato elenca quelli che considera i tre pilastri della Quaresima, “la preghiera, l’elemosina e la penitenza”: la prima, ricorda l’arcivescovo, è uno strumento necessario alla conversione; la penitenza ci tutela dall’essere schiavi del peccato; attraverso l’elemosina “impariamo ad aprire il nostro cuore alle sofferenze degli altri e nel processo, ad incontrare la misericordia che Dio ci vuole dare. Il povero, spesso, ci rivela il viso di Dio e ci dà una gioia che i soldi non possono comprare.”

Concludendo, mons. Goh afferma che “la Quaresima è un periodo di grazia” che non va sciupato, ed esorta i fedeli a procedere “insieme in questo cammino di 40 giorni verso la Terra Promessa.”

 

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