08/05/2014, 00.00
THAILANDIA
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Bangkok, crollano Borsa e valuta: il vuoto di potere rischia di affossare la Thailandia

I giudici della Corte costituzionale hanno destituito la Primo Ministro per una vicenda di abuso di potere. Oggi la Commissione anti-corruzione potrebbe determinare la fine della carriera politica di Yingluck. Ora i poteri passano a un nuovo gabinetto, chiamato a guidare il Paese sino al voto di luglio.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) - Il bath, la moneta nazionale thai, è al minimo su base mensile e gli indici di Borsa sono crollati. Così i mercati hanno risposto al caos politico e istituzionale seguito alla destituzione della premier e di altri nove ministri del governo thailandese. Ieri la Corte costituzionale ha infatti "esonerato" dall'incarico Yingluck Shinawatra, sorella dell'ex Primo Ministro e multimiliardario thai Thaksin in esilio per sfuggire a una condanna a due anni per corruzione, per aver "abusato" del suo potere politico "a fini personali". Il fatto che ha determinato la cacciata della premier dell'attuale governo ad interim e ha riaperto il vuoto di potere nel Paese risale al 2011, inizio del suo mandato: Yingluck e nove ministri hanno firmato il licenziamento dell'ex responsabile della sicurezza nazionale Thawil Pliensri. Una rimozione incostituzionale secondo i supremi giudici, perché "illegale e anti-etica" e "non nell'interesse del Paese" ma per "beneficio politico" della Primo Ministro, del suo governo e del partito di famiglia Pheu Thai Party. 

Secondo i magistrati, Thawil rappresentava un ostacolo al progetto degli Shinawatra di sostituire il capo della sicurezza con un parente di Yingluck, il generale Priewpan Damapong, cognato di Thaksin.

La sentenza dei giudici e il vuoto che ha determinato - con un passaggio di poteri temporaneo dell'ex esecutivo ad interim a un nuovo gabinetto, guidato pare da Niwatthamrong Boonsongphaisan e con il compito di condurre il Paese alle nuove elezioni di luglio - sono stati puniti dai mercati; male la moneta locale e picco negativo della Borsa, con gli investitori preoccupati per breve-medio periodo. Esperti sottolineano che "il vuoto politico potrebbe essere prolungato, cosa che rende impossibile garantire qualsiasi sostegno finanziario". 

Oggi intanto la Commissione anti-corruzione deve decidere se incriminare l'ex Primo Ministro Yingluck e rinviarla a giudizio; una eventualità che determinerebbe la fine politica della sorella di Thaksin e le negherebbe l'opportunità di ripresentarsi in estate davanti all'elettorato. Al centro della vicenda lo schema di sussidi per la produzione di riso voluto dal governo, che avrebbe causato un buco di miliardi di dollari nel bilancio dello Stato.

Ora il pericolo è di una recrudescenza delle violenze politiche che da anni caratterizzano la Thailandia, con le Camicie rosse - vicine agli Shinawatra - pronte a scendere in piazza per difendere un governo rieletto da poco con un voto parziale, boicottato dall'opposizione. Una risposta alle manifestazioni promosse da mesi dall'opposizione - le Camicie gialle, vicine al Partito democratico - che chiedono la "fine del regime dei Thaksin" (peraltro sempre vincitori alle urne dal 2001 a oggi), riforme politiche e nuove elezioni.

 

 

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