16/10/2020, 09.00
THAILANDIA
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Bangkok: decine di migliaia di manifestanti pro-democrazia sfidano i divieti del governo

Ieri le autorità avevano imposto un decreto di emergenza che vieta assembramenti con più di quattro persone. Nuove manifestazioni previste per oggi. Il governo è in difficoltà su più fronti ed esita a lanciare una dura repressione.

Bangkok (AsiaNews) – Oltre 10mila dimostranti pro-democrazia hanno sfidato ieri i divieti del governo e hanno manifestato in modo pacifico nel centro della capitale. Poche ore prima le autorità avevano imposto un decreto di emergenza che vietava riunioni pubbliche con più di quattro persone.

I manifestanti, per lo più studenti universitari e delle scuole superiori, sono scesi in strada per protestare contro la misura restrittiva. Essi chiedono il rilascio di più di 20 persone – tra cui tre leader democratici – arrestate subito dopo la pubblicazione del decreto.

Per bloccare le proteste contro il premier Prayuth Chan-ocha e il re, l’esecutivo ha istituito un coprifuoco dalle 18.00 (ora locale). I dimostranti hanno risposto annunciando una nuova manifestazione nel pomeriggio.

La stretta del governo è arrivata dopo che il 15 ottobre un gruppo di dimostranti ha tentato di bloccare un corteo di auto reali che accompagnava la regina Suthida. Il provvedimento vieta anche la pubblicazione di notizie che potrebbero provocare “paura” o minacciare la sicurezza nazionale. Il governo ha giustificato il bando con la necessità mantenere la “pace e l’ordine” nel Paese. Secondo le autorità, le dimostrazioni stanno danneggiando l’economia e rischiano di favorire la diffusione del Covid-19.

Da luglio, anche per gli effetti della pandemia di coronavirus, è cresciuta la pressione pubblica nei confronti di Prayuth, l’ex comandante in capo dell’esercito, salito al potere nel 2014 con un golpe. Egli guida dallo scorso anno un esecutivo civile, ma i suoi critici lo accusano di aver truccato le elezioni che hanno decretato la fine formale della giunta militare.

Il movimento democratico invoca le dimissioni del governo, la fine della dittatura, una riforma della Costituzione in senso democratico, di rivedere il ruolo politico del re e la sua dotazione economica. Essi vogliono anche che sia cancellato il reato di “lesa maestà”: il sovrano è una figura sacra in Thailandia, e le offese nei suoi confronti sono punite con il carcere fino a 15 anni.

Il palazzo reale non si è ancora espresso sulla nuova ondata di proteste; la polizia ha annunciato di essere pronta ad arrestare tutti i manifestanti. Secondo diversi analisti, il governo è in difficoltà: la crisi economica provocata dalla pandemia ha indebolito la posizione di Prayuth, impendendogli di lanciare una dura repressione, che sarebbe molto impopolare.

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