01/12/2020, 11.06
TURCHIA
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Bartolomeo: procediamo con fiducia sulla via verso la piena unità

di NAT da Polis

La celebrazione per sant’Andrea, apostolo, fondatore della Chiesa di Costantinopoli, presente la delegazione cattolica. “Per noi è di particolare importanza che il dialogo della verità nella carità, che quest'anno ha compiuto quarant'anni di vita, sia accompagnato da iniziative di testimonianza comune nel mondo”.

Istanbul (AsiaNews) - Hanno avuto luogo ieri al Fanar, sede del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, i festeggiamenti del fondatore e patrono della Chiesa di Costantinopoli, l’apostolo Andrea. Festeggiamenti celebrati come ogni anno secondo l’antica tradizione bizantina, ma che quest’ anno si sono svolti sotto il segno della pandemia di Covid-19, motivo per cui la partecipazione dei fedeli è stata limitata al numero imposto dalle regole sanitarie.

Presente invece, come da tradizioni ormai da moltissimi anni, la delegazione della Santa Sede, cappeggiata dal cardinale Kurt Koch e composta dal vescovo Brian Farrell e da monsignor Andrea Palmieri. Alle celebrazioni è stato presente anche il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, con una delegazione del suo governo.

Bartolomeo al termine della divina liturgia ha pronunziato la sua omelia impostata sull’importanza del dialogo tra cattolici e ortodossi, che ha avuto inizio proprio 40 anni fa, ma che le nuove sfide di un mondo ormai globalizzato e in continuo subbuglio, spingono a dare nuova linfa al loro operare, nella tradizione diacronica del messaggio evangelico, per dare cosi la loro testimonianza e risposte alle questioni di questo mondo contemporaneo.

Il Patriarca ha iniziato ricordando che proprio la pandemia ha privato della possibilità che la delegazione patriarcale fosse presente a Roma ai festeggiamenti del 29 giugno, festa di Pietro e Paolo e alla commissione mista del dialogo tra le due Chiese. Un dialogo che ha avuto origine dopo il Vaticano II, è iniziato come dialogo diplomatico tra le due Chiese e si poi è sviluppato in un dialogo teologico, nello spirito della carità reciproca.

“Procediamo - ha sottolineato il patriarca ecumenico Bartolomeo - con tenacia e    realismo e con piena fiducia nella Divina Providenza, su quella via che ci condurrà alla mèta della tanta desiderata piena unità, anche al di sopra di tutti quelli che hanno   poca considerazione del valore della teologia (detto anche minimalismo teologico) o che ritengano l’ecumenismo sia un’utopia. Perché questo è il voler di nostro Signore. Lo stesso Sinodo panortodosso del 2016 tenutosi a Creta ha confermato la priorità del dialogo per la piena unità dei cristiani”.

“Per noi è di particolare importanza - ha proseguito Bartolomeo - che il dialogo della verità nella carità, che quest'anno ha compiuto quarant'anni di vita, sia accompagnato da iniziative di testimonianza comune nel mondo di fronte agli attuali problemi spinosi, con azioni ispirate ai principi fondamentali del Vangelo, modello dell'uomo rinnovato in Cristo, nella fiducia reciproca e nella cooperazione amorevole".

Il Patriarca ecumenico ha sottolineato che con papa Francesco hanno comuni preoccupazioni e sensibilità, ma anche opinioni identiche su come affrontare le grandi sfide del nostro tempo.

"Sosteniamo tutte quelle iniziative – ha detto ancora - che promuovono la pace e la riconciliazione. Facciamo proprio quel messaggio filantropico della Chiesa, promuovendo la fratellanza e la solidarietà, la giustizia sociale e il rispetto dei diritti dell’uomo. Siamo coinvolti nello sforzo di affrontare le cause e le conseguenze della grande crisi contemporanea dei rifugiati e dell'immigrazione. Siamo sconvolti dai tragici episodi di violenza in nome di Dio e della religione. Ciò rivela ancora una volta il valore e l’importanza del dialogo interreligioso, della pace e della cooperazione tra religioni al fine di evitare e screditare tali comportamenti estremistici e ristabilire il rispetto reciproco”.

La recente Enciclica di Sua Santità Papa Francesco “Fratelli Tutti” sottolinea Bartolomeo, evidenzia in modo impressionante le multidimensionali preoccupazioni della Chiesa di Roma di fronte alle grandi sfide sociali. Analogo testo frutto di una nostra commissione, basato sulle considerazioni del Sinodo di Creta sull’etica sociale della Chiesa ortodossa, è stato pubblicato tre mesi fa e sta avendo un interessante riscontro.

Bartolomeo ha aggiunto che le questioni morali e antropologiche sono di grande attualità, tali da permettere di parlare di un cambio di paradigma sul terreno ecumenico. Ovviamente, ha sottolineato il patriarca, il pluralismo non deve essere ridotto a uno strumento nichilista che minaccia la coesione sociale, portando anche  alla rottura dell'identità cristiana e a divisioni nella vita della Chiesa. Non è possibile per la Chiesa di Cristo, accettare monologhi paralleli e una convivenza tra opposti al suo interno, né adattare i principi morali e antropologici ispirati a Dio alle "scelte alternative" della moderna civiltà secolarizzata. La vita della Chiesa stessa è una risposta duratura nel tempo, alle domande dell'antropologia e della morale.

In questo spirito, il patriarca ritiene che la formulazione di un'antropologia cristiana comunemente accettata e il rispetto di fatto dei suoi principi, faranno da importante supporto nella via delle relazioni tra le nostre Chiese. Soltanto allora la Chiesa potrà camminare e dialogare sulla via della verità e della carità, fonti di vera vita e libertà in Cristo. Soltanto allora si potrà dare una testimonianza comune.

Il patriarca Bartolomeo ha anche fatto riferimento al recente incontro con Papa Francesco il mese scorso a Roma, notando che "ogni incontro faccia a faccia con il fratello Papa Francesco è un'esperienza speciale di fratellanza, che rafforza il desiderio di entrambi di lottare mano nella mano nella nostra marcia verso il Comune Calice dell'Eucaristia".

Infine Bartolomeo ha sottolineato che la diaconia e il martirio dei due apostoli e fratelli fondatori delle due Chiese, Pietro e Andrea ci deve rinforzare nel nostro operare per la testimonianza e la diaconia dell’ Evangelo della salvezza 

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