28/11/2019, 13.14
INDONESIA
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Batam, Testimoni di Geova cacciati da scuola per ‘assenza di amor patrio’

I due ragazzi si rifiutavano di salutare la bandiera nazionale e cantare l'inno. Secondo la loro fede, queste azioni significano idolatria L’Agenzia per l’Educazione: “Il rifiuto è contrario ai nostri doveri di cittadini indonesiani”. La polizia indaga, per determinare se il fatto rappresenti un “tentativo di tradimento o di non riconoscere lo Stato”.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Non dimostravano amor di patria: l’Agenzia per l’Educazione di Batam (Aeb), nella provincia delle Isole Riau, ha espulso due studenti della scuola media statale SMPN 21. In quanto Testimoni di Geova (TdG), i ragazzi si rifiutavano di salutare la bandiera nazionale, cantare l'inno o frequentare le lezioni di religione.  

Dadang, capo del comitato dell’istituto, dichiara ai media locali che i due studenti dell’ultimo anno si astenevano dalle attività sin da da quando hanno iniziato la scuola. “Abbiamo organizzato una serie di incontri per affrontare il problema – aggiunge – ma i genitori continuano a difendere tale condotta, affermando che essa è dovuta alle loro convinzioni religiose. Tuttavia, vogliono che i figli continuino a studiare in questa scuola”. Il dirigente scolastico racconta che il primo incontro si è tenuto il 20 novembre scorso; l'ultimo il 25. Ai colloqui hanno partecipato anche funzionari e rappresentanti locali di: Agenzia per l’Educazione, ministero degli Affari religiosi, Consiglio per l’Istruzione, polizia, esercito e Commissione per la protezione dei minori (Kppad) di Batam.

Hendri Arulan, a capo dell’Aeb, riferisce che il provvedimento d’espulsione è stato approvato all’unanimità ed è “motivato dalle nostre preoccupazioni riguardo il loro poco patriottismo”. “Il rifiuto di salutare la bandiera nazionale o cantare l'inno è contrario ai nostri doveri di cittadini indonesiani”, dichiara. Una dei commissari della Kppad, Erry Syahrial, afferma che gli studenti espulsi avevano la possibilità di terminare gli studi attraverso il test di equivalenza Kejar Paket B, per ottenere i certificati d’istruzione secondaria. “In questo modo, il loro comportamento non avrebbe contagiato altri compagni. Quei bambini sono vittime degli insegnamenti dei loro genitori”, dichiara. La commissario spiega che il suo ente ha registrato 200 studenti TdG nelle scuole di Batam, ma afferma di non aver ricevuto altre segnalazioni su casi simili.

Secondo Chablullah Wibisono, presidente del Forum sulla comunicazione interreligiosa dell'isola di Riau, in ogni religione vi sono aspetti che possono indurre i fedeli ad andar contro i valori della nazione. “Discuteremo questo problema con la Comunione delle chiese indonesiane (Pgi), in modo da poter trovare una soluzione che garantisca allo stesso tempo la pratica della religione ed il rispetto verso il Paese”, aggiunge Chablullah. Nel frattempo, il portavoce della polizia locale annuncia che le autorità continueranno ad indagare sul caso. “Dato che il fatto è accaduto a causa di dogmi religiosi – afferma – dobbiamo esaminarlo ulteriormente, per determinare se rappresenti un tentativo di tradimento o di non riconoscere lo Stato”.

In Indonesia vivono oltre 28mila TdG, distribuiti in 492 comunità. Secondo la loro fede, inchinarsi davanti ad una bandiera o salutarla con l’inno nazionale è idolatria; un atto religioso con cui si attribuisce salvezza allo Stato e non a Dio. Il semplice alzarsi in piedi significa partecipare alla cerimonia. I TdG che desiderano essere osservatori rispettosi, sono tenuti a rimanere seduti in silenzio.

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