04/04/2006, 00.00
AFGHANISTAN
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Blog dedicato ad Abdul Rahman, cristiani e musulmani a confronto

Dopo il caso dell'afghano convertito al cristianesimo nasce un forum online in cui afghani, iraniani, filippini esprimono solidarietà, riflettono sulla propria religione e prendono Rahman come esempio. Molti i musulmani che invitano al rispetto reciproco.

Roma (AsiaNews) –  Il caso di Abdul Rahman, l'afghano convertito al cristianesimo cristiano ora rifugiato in Italia, ha attirato l'attenzione di governi internazionali, battutisi per salvarlo dalla pena di morte, di musulmani in patria, che ne continuano a chiedere la pena capitale, ma anche di tanti afghani espatriati che dopo aver seguito la vicenda hanno iniziato a porsi domande.

Dopo la notizia dell'arresto di Rahman, il sito internet Afghan Times* ha ricevuto così tante e-mail sui cristiani in Afghanistan, con interrogativi e racconti di esperienze, che ha deciso di aprire un forum online dedicato proprio ad Abdul Rahman. AfghanBlog.com è animato da afghani di diverse religioni, che per questioni di sicurezza usano pseudonimi. Alcuni, infatti, sono emigrati all'estero, ma altri scrivono direttamente da Kabul. Altri bloggers, invece, sono cristiani originari di Paesi, dove la libertà religiosa è a rischio.

Alcuni messaggi contengono parole violente e aggressive accuse contro il cristianesimo e i suoi fedeli; la maggior parte, però, esprime un reale bisogno di approfondire, di capire la propria fede e numerosi sono gli appelli di musulmani alla fratellanza e al rispetto reciproco. C'è anche chi – stupito dall'esempio di Rahman, che non ha voluto abiurare pur rischiando la vita (la sharia punisce con la morte gli apostati) – dimostra un forte interesse per la Bibbia.

Dagli Stati Uniti un'iraniano titola il suo messaggio "Non si può uccidere l'anima". "Grazie a Dio ora tutto il mondo sa che un afghano può essere un vero cristiano – si legge nel testo - come iraniano sono orgoglioso del mio fratello Abdul Rahman…prego affinché la sua fede si rafforzi in questo momento difficile".

Un anonimo esprime la speranza che ora Rahman possa essere "esempio per tutti i musulmani e i cristiani di come non si deve aver paura a parlare della propria fede".

Dalla Francia Abdul, musulmano, scrive: "Fratelli e sorelle, non perseguitate Rahman, non giudicatelo; egli ha il diritto di vivere in pace, come lo vogliono tutti i musulmani". Amudhanm, musulmano, invita a riflettere: "Nel Corano non si chiede di uccidere un convertito, perché, fratelli, ignorate parti del Corano?"

Un blogger dalle Filippine, che si dichiara non credente, dice comunque di "ispirarsi a Rahman". "Quest'uomo - scrive - ha continuato a sostenere ciò in cui credeva, senza violenza. Non come i terroristi islamici che, per ciò in cui dicono di credere, uccidono centinaia di persone al giorno. Se i musulmani vogliono essere rispettati nel mondo, devono rispettare gli altri. L'odio verso gli altri è odio verso se stessi".

Sotto pseudonimo il cristiano Penang racconta: "L'esempio di Rahman mi spinge ad essere un cristiano migliore. Il suo caso ha invogliato anche i miei amici non cristiani a conoscere di più Gesù".

Da Kabul Caled propone alla sua gente: "Invece di uccidere Rahman, guardate all'Islam e cercate dov'è il problema". Riporta poi le dichiarazioni di odio di diversi esponenti musulmani locali verso il cristiano convertito e i loro appelli ad ucciderlo.

E in ultimo Jawid, altro musulmano, pone una lista di domande: "Perché vi convertite? La Bibbia è migliore del Corano? La tua vita è migliore adesso?".

 

* Afghan Times è un quotidiano online in inglese; nasce dalla volontà della comunità afghana cristiana emigrata negli Usa di "far sentire la voce dei cristiani afghani".

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