01/09/2015, 00.00
THAILANDIA
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Bomba Bangkok: la polizia intasca la ricompensa, ma le indagini sono in alto mare

Tre milioni di bath (85mila dollari) sono finiti nelle tasche dei poliziotti dopo l’arresto di un sospettato di cui non si conosce la nazionalità. Altre quattro persone sono ricercate. Una donna musulmana è accusata di aver dato in affitto il proprio appartamento agli esecutori dell’attentato.

Bangkok (AsiaNews) – La polizia thailandese sta dando la caccia a quattro presunti responsabili dell’attacco bomba del 17 agosto scorso, che ha causato 20 vittime. Un altro uomo è stato arrestato tre giorni fa (v.foto). Uno dei principali sospettati è una donna di 26 anni, Wanna Suansant, che sarebbe la proprietaria di un appartamento a Bangkok, dove gli investigatori hanno rinvenuto tracce di materiali utili alla costruzione di un ordigno: fertilizzanti a base di urea, bicarbonato di sodio, Tnt, taniche di plastica e metallo, micce.

Contattata dall’Afp, la donna – musulmana e proveniente dalle province sud del Paese – ha dichiarato di risiedere in Turchia col marito da tre mesi e di essere “scioccata” per il coinvolgimento nell’attentato, avvenuto al tempio Erawan, nel centro di Bangkok. Wanna ha aggiunto di non mettere piede nell’appartamento da circa un anno e di non avere idea di chi lo abbia usato nel frattempo. La polizia ha intimato alla donna di non rilasciare ulteriori dichiarazioni alla stampa.

Tre mandati d’arresto sono stati rilasciati nei confronti di uomini non identificati: uno straniero che avrebbe usato l’appartamento di Wanna; l’uomo con maglietta gialla ripreso dalle telecamere nei pressi del luogo dell’esplosione; l’uomo comparso sulla tv nazionale Cctv mentre trasportava un ordigno, esploso presso un molo del porto di Bangkok pochi minuti dopo l’attacco al tempio Erawan. Questa seconda bomba non ha causato né morti né feriti.

Nel frattempo, la polizia della capitale ha intascato tre milioni di bath (circa 85mila dollari) di taglia  per gli sviluppi positivi delle indagini. Dopo l’arresto di uno dei sospettati lo scorso 29 agosto, Somyot Poompanmoung, milionario e capo della polizia nazionale, ha deciso di distribuire ai suoi agenti i soldi messi in palio dalle autorità. Una somma simile era stata raccolta dalla popolazione locale per chiunque potesse fornire indizi utili alla cattura dei colpevoli. Somyot non ha rivelato se i soldi prelevati provengano anche da questi risparmi.

La taglia è stata intascata anche se quattro dei cinque sospettati sono ancora a piede libero e dopo che la nazionalità dell’unico fermato, dopo tre giorni, non è stata ancora definita. Le autorità sono duramente criticate per non aver raggiunto alcun risultato concreto a due settimane dall’attentato, definito “il peggiore di sempre” dal premier Prayut Chan o-cha. L’andamento confuso delle indagini, spinge alcuni critici al dubbio che l’accaduto sia una mossa della giunta per aumentare il bisogno di sicurezza della popolazione e riaffermare la loro utilità al potere.

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