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» 23/07/2012 11:38
ASIA
Borse asiatiche in discesa: i problemi dell'euro e della Cina
L'euro al valore più basso in 12 anni sullo yen. Timori per un'ulteriore caduta delle esportazioni asiatiche in Europa. La Cina rivede al ribasso la sua crescita a causa del problema esportazioni. Il governo giapponese: Il rallentamento dell'economia globale è sempre più diffuso.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) - Le borse dell'Asia sono tutte in calo, preoccupate della situazione dell'eurozona e per i segnali di rallentamento nella crescita della Cina.

L'Hang Seng di Hong Kong ha chiuso a meno 3%, la caduta più ampia da quasi tre mesi; in Cina, l'indice di Shanghai è sceso dell'1,3%. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso a meno 1,9% e la borsa di Seoul è scesa dell'1,8%.

L'euro si è indebolito di fronte allo yen, giungendo a uno scambio di 94,71 yen, il valore più basso da 12 anni.

I mercati sentono la fragilità dell'eurozona, accresciutasi dopo che tre giorni fa la regione di Valencia ha domandato aiuti finanziari al governo centrale di Madrid per evitare la bancarotta. Questo ha portato le vendite di buoni del tesoro spagnolo di 10 anni a livelli impraticabili, con interessi superiori al 7%.

L'eurozona è un mercato importante per l'Asia. La crisi europea porta a prevedere che le importazioni dall'Asia potranno diminuire in modo ancora più drastico.

Al quadro già fosco, si aggiungono commenti del governo nipponico, secondo cui l'economia globale si sta raffreddando. In un rapporto mensile pubblicato oggi, si afferma che "il rallentamento dell'economia globale è sempre più diffuso". Da parte cinese, l'analista e accademico Song Guoqing, che collabora con la Banca centrale di Cina, ha affermato che il Paese abbasserà ancora di più la sua crescita.

In un forum tenuto a Pechino lo scorso 21 luglio, Song ha affermato che "In Cina vi è un consenso per cui nei prossimi mesi la crescita economica sarà vicina all'8%. Ma personalmente io sono più pessimista perché vi sono problemi dal lato dell'esportazione".

Secondo Song la crescita cinese potrebbe essere del 7,4%.

Per la fine del mese sono attesi anche i risultati della crescita Usa nel secondo trimestre, che si prevede sia più bassa del previsto.


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Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
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