15/04/2016, 11.19
BANGLADESH
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Capodanno bengalese: appello del premier al rispetto di tutte le religioni

di Sumon Corraya

Ieri il Paese ha festeggiato l’inizio del Nuovo Anno 1423. Il “Pahela Baishakh” è la festività laica più diffusa e viene celebrata con canti, musiche e danze. Anche le chiese hanno tenuto delle funzioni speciali. Sheikh Hasina ha condannato i recenti episodi di estremismo islamico, ma ha anche messo in guardia i blogger dallo scrivere "frasi offensive nei confronti dell’islam".

Dhaka (AsiaNews) – Milioni di persone hanno festeggiato ieri il “Pahela Baishakh”, il Nuovo Anno bengalese. La festività riunisce ogni anno persone con cultura, religione, casta e credo differenti, che celebrano l’armonia dello stare insieme in pace e serenità. Quest’anno il Capodanno ha assunto una connotazione particolare, dati i recenti episodi di estremismo islamico che hanno insanguinato il Paese. Per questo il primo ministro Sheikh Hasina ha invitato la popolazione a rispettare tutte le religioni. “L’islam – ha detto – ci insegna che ognuno è libero di praticare la propria religione. L’islam non dice di ferire la fede delle altre persone. Perciò non dobbiamo offendere il sentimento religioso altrui”.

Le celebrazioni sono iniziate all’alba, con festeggiamenti per le strade, canti, balli e musica. Anche le chiese del Paese hanno organizzato delle funzioni speciali per onorare il momento.

Ieri è iniziato l’anno 1423 del calendario bengalese. Si tratta della principale festività laica del Paese, senza connotazioni religiose o culturali. È stato introdotto per la prima volta nel 1556 dall’imperatore moghul Akbar, che voleva semplificare la riscossione delle tasse nella regione del “Subah Bangla”, che comprende anche alcuni Stati indiani. Il calcolo dei mesi presenta caratteristiche sia dell’anno lunare che solare.

Ieri le celebrazioni sono state segnate da un’attenzione particolare al tema della sicurezza e dell’armonia tra la popolazione. Dopo il recente omicidio del blogger a Dhaka, il quinto episodio dal 2015, la premier ha voluto sottolineare che alcuni radicali islamici stanno compiendo uccisioni ed errori in nome della religione. “Essi – ha affermato – stanno disonorando l’islam”.

Hasina ha denunciato i tentativi di sabotaggio del Capodanno da parte di alcuni gruppi fondamentalisti e ha espresso dubbi sulla loro reale conoscenza della fede islamica. “Il Nuovo Anno bengalese – ha sottolineato – è una celebrazione universale e le persone festeggiano vestite con i costumi tradizionali ed esprimono il loro amore per il nostro Paese. Io non riesco a capire perché alcuni si oppongono a questa grande festa in nome della religione”.

Il capo del governo però ha anche messo in guardia i “blogger e i pensatori atei dal ferire i sentimenti religiosi altrui in nome della libertà di pensiero”. “Ormai è diventata una moda – ha aggiunto – far passare qualunque cosa come ‘libero pensiero’, anche le offese contro la fede. Io non lo considero libero pensiero, ma lerciume. Perché viene scritto così tanto fango?”.

Hasina ha concluso: “Io credo nella mia religione e considero inaccettabile qualsiasi cosa scritta che calunnia il mio profeta. Allo stesso modo, ritengo inaccettabile le offese alle altre religioni. In quanto musulmana, io seguo i miei precetti religiosi”. Infine ha sollevato il governo dalla responsabilità degli omicidi compiuti per tali scritte.

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