03/09/2018, 08.57
INDIA
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Card. Gracias sullo scandalo degli abusi sessuali: la Chiesa in Asia sostiene papa Francesco al 100 per cento

di Nirmala Carvalho

Il capo della Chiesa universale è accusato di aver coperto le accuse di molestie contro un alto prelato della Chiesa statunitense. Secondo il card. Gracias, “le testimonianze presentano molte lacune”. Poi aggiunge: “Siamo grati che papa Francesco abbia scelto di non rispondere”.

Mumbai (AsiaNews) – “La Chiesa in Asia sostiene con fermezza il Santo Padre. Come presidente della Fabc [Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche], io ribadisco che la Chiesa in Asia è al 100% dalla parte di papa Francesco”. Lo assicura ad AsiaNews il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente dei vescovi indiani, oltre che della federazione dei vescovi asiatici.

Egli interviene sullo scandalo che la colpito la Chiesa universale e in particolare papa Francesco . La scorsa settimana, di ritorno dall'Incontro mondiale delle famiglie che si è svolto a Dublino, il pontefice è stato accusato di essere stato a conoscenza delle accuse di abusi sessuali all’interno della Chiesa statunitense e aver taciuto

L’accusa è contenuta in una lettera di 11 pagine scritta dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti. Secondo l’arcivescovo, papa Francesco avrebbe coperto gli abusi sessuali compiuti dal card. Theodore McCarrick nei confronti di giovani seminaristi. “Conosco di persona mons. Viganò – riferisce il porporato indiano –. Egli è un membro effettivo e molto rispettato della curia [di Roma] e di Washington. Sono molto sorpreso della sua decisione di rendere pubblica la questione”.

La pubblicazione della lettera ha riacceso la diatriba tra “conservatori” e “riformisti” nella Chiesa cattolica. “Sono davvero deluso – continua il card. Gracias –. Questo non è il modo, non è l’approccio [giusto per affrontare simili delicate questioni]. E non è d’aiuto”.

Il presidente dei vescovi indiani, che al momento si trova a Seoul per partecipare ad un forum per la pace, aggiunge: “Ci sono molte lacune nelle testimonianze e c’è stato un uso astuto delle parole. Le parole sono utilizzate con ambiguità. Le testimonianze sono uno sforzo coordinato per adulterare la realtà”.

In conclusione afferma: “Io spero che sua Eccellenza comprenda il danno che egli ha arrecato alla Chiesa. Sono certo che il Santo Padre abbia tratta le sue conclusioni su questo dossier e siamo grati che il vicario di Cristo abbia scelto di non rispondere”.

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