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» 23/07/2012
INDIA
Card. Gracias: Preghiamo per il nuovo presidente dell’India
di Card. Oswald Gracias
Il presidente della Conferenza episcopale indiana saluta “con piacere” l’elezione di Pranab Mukherjee, politico dalle impressionanti “qualità di leader” e con un grande “interesse” per il bene del Paese. Il prelato invita a rinnovare la collaborazione tra Chiesa cattolica e governo, nella missione tra i più poveri e gli emarginati.

Mumbai (AsiaNews) - Per il card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana, l'elezione di Pranab Mukherjee a nuovo presidente dell'India è l'occasione per riaffermare "i valori di cultura della vita, di pace e armonia, di dialogo e di integrità nella vita pubblica" propri del Paese. In una lettera di saluto al 13mo presidente dell'India, il porporato illustra i punti chiavi della missione della Chiesa cattolica nel Paese, e rinnova l'invito "a una continua collaborazione tra Chiesa e governo nella costruzione della nazione".

Accogliamo con piacere l'elezione di Pranab Mukherjee a nuovo presidente dell'India e a nome della Chiesa offriamo lui le più sincere congratulazioni. Chiediamo a Dio ogni benedizione per il nuovo presidente e per il nostro amato Paese.

Ho avuto modo di conoscere di persona Pranab Mukherjee in alcune occasioni, e sono rimasto impressionato dalle sue qualità di leader e dal suo interesse per il Paese. Preghiamo che come presidente sia un uomo di Stato.

Vorrei rassicurare il presidente sull'impegno della Chiesa cattolica in India nella costruzione della nazione, e attendiamo con impazienza di ristabilire la continua collaborazione con il governo in questa missione.

La Chiesa cattolica in India ha sempre affrontato le cause della povertà, in tutto il Paese. Il nostro instancabile apostolato dell'educazione si è rivolto in particolare alle zone più rurali e abbandonate, dove sorgono il 60% delle scuole cattoliche. In particolare, ci siamo dedicati soprattutto ai bisogni delle bambine: infatti, nei villaggi di queste aree la percentuale di scolarizzazione femminile è molto alta.

Anche in campo sanitario - come per l'istruzione -, la missione della Chiesa è rivolta soprattutto alle zone rurali e tribali, e solo in minima parte ai centri urbani. La varietà dei servizi che offriamo è molto vasta, grazie a 788 ospedali, dispensari, centri per la salute mentale, lebbrosari; per tubercolotici; malati di Hiv/Aids o terminali. Tali strutture accolgono e servono chiunque, senza discriminazione, né distinzione di credo o casta. Questo riflette il vero senso della vita e della missione cristiana: essere al servizio degli ultimi e degli abbandonati.

Ora che Pranab Mukherjee è il nuovo presidente, la Chiesa spera di continuare a collaborare con il governo nella missione tra i più poveri e gli emarginati.

La Chiesa in India pone l'accento sulla dignità e la sacralità della persona, il cuore della dottrina sociale della Chiesa, e preghiamo affinché la nostra amata patria promuova una cultura della vita: dove il male sociale del feticidio e dell'infanticidio femminile abbia fine; dove la dignità del non nato e delle bambine sia protetto e celebrato.

È ben noto anche l'impegno della Chiesa nel campo dello sviluppo e nei progetti sociali del Paese, dalla raccolta d'acqua, ai centri di aiuto e responsabilizzazione, e così via. La Chiesa si è occupata anche del problema della corruzione: speriamo e preghiamo che, sotto la presidenza Mukherjee, questo male sia affrontato e sradicato una volta per tutte.

Diverse iniziative hanno mostrato l'impegno della Chiesa nel dialogo interreligioso, a qualunque livello, dalla base ai piani "alti" della società.

La Chiesa cattolica prega che con il nuovo presidente Pranab Mukherjee, l'India rafforzi quei valori di cultura della vita, di pace e armonia, di dialogo e di integrità nella vita pubblica.

Dio benedica il nostro nuovo presidente

Dio benedica la nostra amata India 

 


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