04/01/2011, 00.00
HONG KONG – CINA
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Card. Zen: “Triste per la morte di Szeto Wah, campione della democrazia”

Il vescovo emerito di Hong Kong conosceva il leader del Partito democratico dai primi anni Settanta, e ne ricorda l’impegno civile e la grande umanità. Nel frattempo, i dissidenti reduci di piazza Tiananmen chiedono a Pechino di poter entrare nel Territorio per omaggiare il defunto.

Hong Kong (AsiaNews) – Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, è triste per la scomparsa di Szeto Wah, “una persona vera e sincera” che il presule ha visitato in ospedale una settimana prima della morte, avvenuta il 2 gennaio. Parlando con AsiaNews, il card. Zen ha sottolineato il suo apprezzamento per “la difesa e la memoria delle vittime del 4 giugno, un’operazione compiuta ogni anno dal 1989 a Hong Kong, una piccola terra di libertà in Cina”.

Quanto avvenuto il 4 giugno, riprende il presule, “simboleggia un errore nel sistema politico cinese. Se questo errore venisse rettificato, le autorità cinesi sarebbero considerate sincere nel tentativo di migliorare la situazione”. Durante ogni veglia in memoria di Tiananmen, che si celebra nel Victoria Park la notte del 4 giugno, i cristiani e il resto dei partecipanti si riuniscono per commemorare le vittime del movimento democratico del 1989 e per chiedere al governo di riabilitarle.

Nonostante Szeto Wah sia morto, riprende il card. Zen, “il suo spirito resta con noi. La sua leadership all’interno del movimento che difende le vittime del 4 giugno non sarà sprecata”. L’entusiasmo è una caratteristica speciale dei cristiani: “Era una persona realmente sincera. Diceva la verità sempre, senza preoccuparsi dei propri interessi. Dobbiamo imparare da lui”. Il vescovo ha poi ringraziato il Signore “per la grazia di averlo conosciuto” e ha sottolineato l’importanza dell’amicizia di Szeto.

Insieme a Martin Lee, cattolico, sono stati simboli del movimento democratico: “Vista la grande partecipazione dei cattolici alle marce del 1989, Szeto ha espresso rispetto per la Chiesa”. Il card. Zen ha poi ricordato il suo primo incontro con il defunto, all’epoca insegnante, nei primi anni Settanta: non si era trattato di un incontro di piacere, dato che Szeto protestava con le autorità cattoliche locali per la gestione di una delle loro scuole.

Ma, nella stessa occasione, l’icona democratica espresse grande apprezzamento per l’aiuto fornito dall’allora vescovo Francio Hsu agli insegnanti locali. Inoltre, al funerale di un gesuita che aveva promosso i Credit Unions fra i lavoratori e i parrocchiani di Hong Kong, Szeto aveva pregato in chiesa per qualche tempo: “Era una persona che apprezzava l’amicizia. Lo ricorderò anche io”.

Nel frattempo rimane in dubbio la partecipazione dei dissidenti cinesi ai funerali del leader democratico. A una cerimonia funebre prevista per il 29 gennaio vorrebbero intervenire figure come Wang Dan e Wuer Kaixi, entrambi leader del movimento studentesco del 1989; ma è difficile che il governo di Pechino concederà loro il permesso di ingresso nell’ex colonia britannica.

Al South China Morning Post Wang ha dichiarato: “Voglio soltanto presentare i miei rispetti ed andarmene”. Per Wuer, invece, “oramai lui è morto, e non si vedono progressi nel cammino democratico della Cina. Se non ci permettono di partecipare, si confermeranno persone disumane”. Una petizione apparsa su internet chiede alle autorità centrali di cambiare posizione, ma per ora non si è ancora espresso alcun rappresentante ufficiale.

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