23/09/2005, 00.00
COREA DEL NORD – HONG KONG – ONU
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Caritas di Hong Kong: "Teniamo vivi i contatti con Pyongyang"

Kathy Zellweger, direttrice del progetto Caritas "Corea del Nord" commenta ad AsiaNews l'ordine nord-coreano di interrompere l'invio di cibo.

Hong Kong (AsiaNews) - Choe Su Hon, vice-ministro nordcoreano degli Esteri, ha chiesto oggi alle Nazioni Unite di interrompere entro la fine dell'anno l'invio degli aiuti alimentari di cui gode il Paese. Secondo il diplomatico di Pyongyang la situazione alimentare in Nord Corea è "migliorata" e "dà fastidio l'atteggiamento degli Stati Uniti", accusati di volere politicizzare gli aiuti legandoli al rispetto dei diritti umani. Dopo queste dichiarazioni la Corea del Sud ha affermato che "continuerà lo stesso l'invio al di fuori dei progetti Onu".

Kathy Zellweger è la direttrice della Cooperazione internazionale della Caritas di Hong Kong e dirige il progetto "Corea del Nord". Ad AsiaNews conferma che l'invio di cibo verso la popolazione di Pyongyang non è più voluto, ma precisa: "Hanno chiesto di tramutare i progetti di invio alimentare in progetti di sviluppo interno. Non è una richiesta rivolta solo alle Nazioni Unite ma a tutte le organizzazioni che al momento operano nel Paese".

La Caritas di Hong Kong è stata la prima ong a offrirsi ed andare in Nord Corea in aiuto alla popolazione affamata a metà degli anni '90.

"Personalmente - continua la Zellweger - ritengo che gli aiuti umanitari ed i progetti di sviluppo debbano sempre camminare in parallelo. Dopo queste affermazioni da parte della leadership di Pyongyang penso sia molto importante tenere in vita i contatti". "Il problema reale - spiega poi - non è solo l'invio di cibo, ma le differenze sociali. Se una persona ha soldi, nei mercati può comprare; se non hai soldi, no. D'altra parte, ogni società ha dei gruppi vulnerabili e la Corea del Nord non fa eccezioni. Sono preoccupata per l'alimentazione dei malati, dei bambini, degli anziani".

La direttrice afferma di non poter confermare né smentire le affermazioni secondo cui la situazione "è migliorata" perché "non si conoscono i dati esatti delle forniture internazionali di cibo ed è quindi molto difficile stabilire di quanto aiuto estero abbiano effettivamente bisogno i nord-coreani". Sulla scelta di Seoul dice che "la Corea del Sud fornisce da sempre aiuti alimentari alla parte Nord della penisola, ma non lo considerano un gesto umanitario: le 2 popolazioni sono unite da legami profondi".

E' presto per dire in che modo la Caritas si muoverà all'interno dei nuovi parametri richiesti da Pyonyang: al momento l'organizzazione cattolica opera nell'assistenza ai disabili, agli anziani ed ai bambini oltre a collaborare per lo sviluppo del ramo agricolo interno. "L'importante – conclude la direttrice – è rimanere in contatto giorno per giorno. Un modo per andare avanti si troverà"

La Repubblica democratica di Corea è colpita da una crisi alimentare e sanitaria da oltre 10 anni. Nessuno conosce i dati reali sulle vittime della carestia che ha colpito il Paese dal 1995 ed il 1997. Secondo organizzazioni internazionali negli ultimi anni in Corea del Nord sono morte almeno 2 milioni di persone per fame. Profondi problemi economici, tensioni politiche internazionali, disastri naturali ed una politica agricola fallimentare sono le cause principali che, ad oggi, piegano la popolazione nord-coreana.

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