05/05/2006, 00.00
KAZAKISTAN - STATI UNITI - UNIONE EUROPEA
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Cheney in Kazakistan per un progetto di gasdotto che non passi per la Russia

Dovrebbe passare sotto il Mar Caspio, fino alla Turchia. Usa e Ue vogliono realizzare vie che non passano per la Russia.

Altana (AsiaNews/Agenzie) – Un gasdotto dall'Asia centrale all'Europa attraverso il Mar Caspio. E' quanto discutono oggi ad Astana Nursultan Nazarbayev, presidente kazako, e il vicepresidente Usa Dick Cheney. Gli Stati Uniti vogliono creare una via per gas e petrolio attraverso Kazakistan, Azerbaigian e Georgia fino all'oleodotto turco di Ceyhan, senza passare per la Russia.

Stati Uniti, Russia e Cina si confrontano da tempo per ottenere maggiori accordi con gli Stati caucasici, ricchi di petrolio e gas e vero crocevia tra Asia ed Europa. Nazarbayev vuole diversificare le vie di esportazione dell'energia del Paese – Astana già vende petrolio alla Cina tramite un imponente oleodotto, entrato in funzione proprio la scorsa settimana - ma è incerto se abbracciare il progetto Usa.

"Il Kazakistan – ha detto ieri Baktykozha Izmukhambetov, ministro kazako per l'Energia, dopo un incontro con Andris Piebalgs, commissario Ue all'Energia – vuole aumentare la collaborazione con l'Unione europea per diversificare le vie di esportazione degli idrocarburi". Annunciato uno "studio di fattibilità" per un oleodotto transcaucasico.

La scorsa settimana è stato a Washington Ilham Aliyev, presidente dell'Azerbaigian, per accreditare il suo Paese come partner fidato. Oggi il gas arriva in Turchia da varie fonti, anche attraverso la Russia, ma Washington vuole rendere Ankara  autonoma da Mosca.

La Russia protesta che un gasdotto sotto il Mar Caspio crea un impatto ambientale inaccettabile. Questo progetto – commenta Kate Hardin, direttore del Centro di ricerche associate di Cambridge – è anche conseguenza della crisi del gennaio di quest'anno, quando la russa Gazprom per qualche giorno ha tagliato la fornitura di gas all'Ucraina e l'ha diminuita all'intera Europa (cui fornisce il 25% del gas).

"Il Caspio – osserva Chris Weafer, dirigente della Alfa Bank – è ora la regione più importante per la sicurezza energetica", "per i suoi vasti giacimenti e perché è più facile raggiungerla rispetto, ad esempio, a quelle africane, spesso in guerra". La concorrenza è alta: "Cina e India hanno un'immensa fame di energia e offrono condizioni favorevoli".

Un gasdotto sotto il Caspio dovrà avere l'assenso degli Stati litoranei, tra cui – notano gli esperti - c'è anche l'Iran. Ogni accordo - sottolinea Zeyno Baran, direttore del Centro di politica eurasiatica di Houston - potrà essere solo "l'inizio di un lungo processo". (PB)

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