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» 23/01/2007
INDIA
Chiesa indiana: invece di far adorare il sole, il governo pensasse a problemi più seri
di Nirmala Carvalho
L’arcivescovo di Bhopal commenta ad AsiaNews la proposta governativa di organizzare un’adorazione del sole di massa, e sottolinea che vi sono altre priorità a cui dare spazio. La comunità musulmana protesta per la proposta anti-islamica ed incostituzionale.

Bhopal (AsiaNews) – La proposta del governo dello Stato centrale del Madhya Pradesh di adorare il sole nelle scuole pubbliche “disturba le comunità non indù, perché ‘adorare’ è un termine forte ed improprio, ma soprattutto perché vi sono questioni più importanti ed attuali su cui il governo dovrebbe intervenire”.
 
E’ questo il commento rilasciato ad AsiaNews dall’arcivescovo di Bhopal, mons. Pascal Topno, in merito alla proposta governativa di organizzare in tutte le scuole pubbliche dello Stato un Surya Namaskar [Saluto al Sole ndr] di massa per il 25 gennaio prossimo. Con questa mossa, i politici sperano di convincere la popolazione dei benefici dello yoga.
 
Il Surya Namaskar è una forma moderna di adorazione del sole, uno dei primi insegnamenti dello yoga. La parola deriva dal sanscrito e significa letteralmente “prostrarsi davanti al disco luminoso”.
 
Il governo ha deciso di far seguire alla cerimonia un programma di yoga ed ha chiesto a tutti gli studenti di seguire gli insegnamenti del guru Baba Ramdev. Per questo scopo, si stanno preparando dei collegamenti audio e video che metteranno in comunicazione le varie strutture. Inoltre, i diversi distretti locali hanno preparato dei punti di incontro alternativi, dove alcuni volontari effettueranno il Surya Namaskar e guideranno gli studenti che intendono seguirli.
 
Secondo Indranil Dani, segretario statale per l’Educazione, il programma “è obbligatorio solo per le scuole pubbliche, anche se il governo incoraggia le private che vogliano partecipare”. Gli fa eco L. S. Baghel, commissario per l’istruzione, che spiega: “Non obblighiamo nessuno: vogliamo solo far conoscere i benefici dello yoga”.
 
L’arcivescovo commenta: “Noi non abbiamo alcun problema con lo yoga: nelle nostre scuole, esso viene insegnato. La questione è la parola ‘adorazione’, un termine molto forte, e l’importanza che gli viene attribuita quando vi sono questioni più importanti che il governo dovrebbe prendere in considerazione”.
 
La celebrazione, inoltre, “si tiene il giorno prima della Festa della Repubblica: siamo orgogliosi di essere indiani e siamo fieri della nostra Costituzione, che ci garantisce libertà di parola e di scelta, ma disturba il fatto che invece di concentrarci su questo, tutto debba essere polarizzato da una questione del genere”.
 
La comunità musulmana dello Stato ha invece reagito in maniera diversa: un’organizzazione della capitale, la Jamiat Ulma Hind, ha presentato una querela presso l’Alta Corte di Jabalpur dopo che il primo ministro statale non ha accettato di ascoltare le loro ragioni. Secondo un rappresentante del gruppo, “costringere i ragazzi musulmani ad adorare il sole è contrario alla Costituzione ed all’islam”.
 
Molti musulmani, inoltre, hanno annunciato che non manderanno i figli a scuola se il programma non viene fermato dalle autorità.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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