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  • » 31/12/2011, 00.00

    TURCHIA-CIPRO-EGITTO

    Cipro scopre il gas in mare. Turchia ed Egitto si fanno avanti



    La compagnia americana Nobel Energy ha rilevato un giacimento da cinquemila a ottomila miliardi di metri cubi a sud est dell’isola. Il presidente greco cipriota lo definisce un evento “storico”. E intanto la Turchia da il via libera alla pipeline russo-italiana South Stream per portare il gas russo in Europa.
    Nicosia (AsiaNews/Agenzie) – Il governo di Cipro ha annunciato la scoperta di una riserva di gas naturale al largo delle sue coste, in direzione sud est, che potrebbe andare da cinque o ottomila miliardi di metri cubi. Il presidente cipriota Dimitris Christofias ha dichiarato che la riserva è stata trovata dalla compagnia americana Nobel Energy, la stessa che nel 2007 ha vinto la concessione per le esplorazioni al largo della costa di Haifa, in Israele; esplorazioni coronate da successo, con il rinvenimento di 120mila miliardi di metri cubi. La scoperta è la prima del genere per Cipro, e potrebbe porre fine alle importazioni di gas naturale per il Paese. Il presidente ha definito “storico” l’evento, mentre il ministro del Commercio, Parxoulla Antoniadou, ha dichiarato che il gas del giacimento può soddisfare la produzione di elettricità dell’isola per 210 anni. (05/10/2011 Il gas di Cipro. Turchia e Israele, Grecia e Russia si mobilitano).

    Ma l’annuncio, confermato dalla Noble Energy, apre anche un difficile scenario diplomatico. Infatti sia la Turchia che l’Egitto stanno muovendosi per non restare indietro nella corsa alle risorse naturali del Mediterraneo orientale. Israele ha già definito con un accordo i suoi confini delle acque territoriali con Cipro. Ma il ministero degli Esteri egiziano non l’ha ancora fatto. “Egitto, Cipro e la Turchia devono negoziare i limiti delle loro zone marittime economiche, dal momento che i limiti di 200 miglia delle rispettive aree territoriali vanno a sovrapporsi gli uni con gli altri”, ha dichiarato l’ex sottosegretario agli Esteri Abdallah al-Ashaal. La Turchia non riconosce il governo greco-cipriota e a settembre ha mandato una nave per l’esplorazione marina, accompagnata da navi da guerra e da aerei da combattimento nell’area vicina alle perforazioni della Noble Energy. Cipro è divisa dopo l’invasione turca del 1974, e Ankara sostiene che i progetti di sviluppo devono attendere la soluzione dello status politico dell’isola. Ma il presidente greco-cipriota ha affermato che “Cipro entra nella mappa energetica dell’Europa con la prospettiva di contribuire sostanzialmente alla sicurezza energetica dell’Unione europea”.

    Ma nel frattempo la Turchia ha dato il via libera alla Russia per la costruzione di una pipeline che porterà il gas naturale russo ai mercati europei attraverso le acque territoriali turche del Mar Nero, un progetto chiamato South Stream. In questo modo sarà possibile a Mosca evitare il passaggio attraverso l’Ucraina, che ha dato origine e tensioni e problemi nel recente passato. In cambio la Russia ha già deciso di abbassare il prezzo del gas naturale venduto alla Turchia. L’annuncio è stato fatto dal ministro per l’Energia e le risorse naturali, Taner Yıldız. La South Stream è stata iniziata dalla compagnia russa Gazprom e dall’Eni nel 2007, che nel 2008 hanno dato vita a una joint company per la realizzazione del progetto, con partecipazioni minoritarie di Germania e Francia, oltre a Bulgaria, Serbia, Grecia e Ungheria. South Stream potrà trasportare fino a 63 miliardi di metri cubi di gas alla sua aperture, prevista nel 2015.
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