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» 05/10/2011
TURCHIA-CIPRO
Il gas di Cipro. Turchia e Israele, Grecia e Russia si mobilitano
La tensione nel Mediterraneo orientale cresce rapidamente, in conseguenza della probabile presenza di giacimenti di petrolio e gas naturale intorno all’isola la cui parte nord è occupata dalla Turchia. Cipro e Israele, che ha di recente scoperto un grande giacimento di gas al confine marittimo con le acque libanesi, hanno firmato un accordo di cooperazione. La Turchia protesta, la Russia manda una flotta per tre mesi in quelle acque.

 Nicosia (AsiaNews/Agenzie) – La Turchia continuerà a esplorare i fondali marittimi del Mediterraneo davanti alla parte di Cipro greca, ha annunciato il 3 ottobre una fonte ufficiale. La nave particolarmente attrezzata per queste prospezioni, la “Piri Reis” si è rifornita ieri nel porto di Famagosta e secondo fonti diplomatiche è ripartita per le sue esplorazioni verso sud, contrariamente a informazioni precedenti, secondo cui avrebbe dovuto tornare a Smirne ieri. La “Piri Reis” ha completato le ricerche nel cosiddetto “Blocco 12”, la zona dove i greco-ciprioti hanno iniziato a lavorare su giacimenti di gas naturale e petrolio.

La Turchia, e la Cipro turca – non riconosciuta internazionalmente – hanno firmato un accordo sulla piattaforma continentale, per delimitare i confini marittimi per esplorazioni congiunte per gas e petrolio Ma alcune delle zone indicate nell’accordo si sovrappongono ai confini delimitati dalla Repubblica di Cipro, greca, membro dell’Unione Europea. Il presidente cipriota, Dimitri Christofias, ha dichiarato il primo ottobre, in risposta alle proteste turche, che le perforazioni sui fondali alla ricerca di gas e petrolio continueranno, a dispetto dell’opposizione di Ankara. Christofias ha dichiarato che il diritto di Cipro alla ricerca di depositi all’interno della sua zona economica esclusiva non è negoziabile e ogni interferenza esterna è inaccettabile.

La corsa al gas è cominciata quando nel giugno 2010 è stato scoperto un grande giacimento di gas a 130 km dalla costa nord di Israele, chiamato “Leviathan”. Con 450 miliardi di metri cubi di gas, “questa scoperta ha il potenziale per fare di Israele un esportatore di gas naturale”, ha annunciato il presidente della Noble Energy, la compagnia di Houston responsabile della scoperta. Subito la notizia ha provocato la reazione del Libano - che sostiene che il giacimento rientra anche nei suoi confini marittimi - e ha creato il problema di come esportare il gas. Il modo più economico sarebbe un gasdotto che collegasse Israele alla Grecia, alla Bulgaria e all’Italia e ad alcuni Paesi dei Balcani; ma i costi economici sono comunque altissimi, e l’impresa sarebbe realizzabile solo se uno o più Paesi si impegnassero all’acquisto per molti anni.

E’ probabile che “Leviathan” non sia il solo giacimento nella zona, e che altri analoghi campi di scoperta si estendano nel Mediterraneo orientale, fino a Cipro, a ovest, e a nord verso la Siria, affermano i geologi. Una considerazione che ha portato a un miglioramento drammatico dei rapporti fra Cipro e Israele. Il presidente Christofias si è recato in Israele, e il suo omologo israeliano è atteso a breve sull’isola. I due Paesi hanno firmato un accordo per la delimitazione delle Exclusive Economic Zones (Eez) e la cooperazione nell’esplorazione del petrolio e del gas di Cipro, affidata alla compagnia americana Noble Energy, che lavora in contatto con il Dipartimento di Stato e l’ambasciata Usa a Nicosia. Cipro inoltre si pone come naturale mediatore fra Libano e Israele nella disputa sui confini esatti di “Leviathan”.

La scoperta di giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale sta provocando un’escalation di tensione nella zona che non si limita ai rapporti bilaterali fra Cipro e la Turchia. I giornali locali di Cipro informano che la Turchia sta aumentando la sua attività nella regione aerea di Cipro, con esercitazioni di ricerca e salvataggio notturne. Nello stesso tempo Israele è impegnato a sorvegliare questi movimenti con droni senza pilota. La Grecia e la Russia hanno immediatamente appoggiato la posizione cipriota nella vicenda del gas. Mosca è interessata ad avere alcune licenze, sugli eventuali campi di sviluppo, ed è favorevole a un accordo di cooperazione. A novembre la portaerei russa “Ammiraglio Kuznetsov” con la flotta del nord giungerà nella zona, e vi resterà circa tre mesi, portando un numero notevole di aerei da combattimento. Anche un sottomarino farà parte del convoglio, il cui scopo ufficiale è quello di compiere esercitazioni di pattugliamento. L’arrivo dei russi dovrebbe coincidere, secondo informazioni locali, con l’annuncio dei risultati delle perforazioni compiute dalla Noble Energy.
 


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pp. 176
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