09/07/2019, 09.14
AFGHANISTAN – QATAR
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Colloqui sull’Afghanistan: stabilita una ‘road map per la pace’

A Doha si sono incontrati rappresentanti del governo di Kabul, membri della società civile, attiviste per i diritti delle donne e leader talebani. Fissato a “zero” l’obiettivo delle vittime tra i civili; proteggere le istituzioni pubbliche come le scuole; rispettare i diritti delle donne come vuole la tradizione islamica.

Doha (AsiaNews) – Una “road map per la pace” che tracci la via per una soluzione pacifica dei 18 anni di guerra in Afghanistan: è lo storico accordo preliminare tra rappresentanti del governo di Kabul e leader talebani raggiunto ieri sera a Doha, in Qatar. Il risultato dei cosiddetti colloqui “intra-afghani” è il primo vero risultato dopo anni di trattative e fallimenti.

La conferenza si è svolta a Doha il 7-8 luglio ed era sponsorizzata da Germania e Qatar. Questa volta erano assenti gli Stati Uniti, che in passato hanno guidato varie tornate di colloqui. I dialoghi precedenti sono naufragati soprattutto a causa dell’ostilità dei talebani nei confronti della presenza militare straniera sul territorio afghano e delle critiche nei confronti dell’amministrazione del presidente Ashraf Ghani, considerata un governo “fantoccio” alle dipendenze di Washington.

Nella capitale del Qatar erano presenti 50 alti funzionari del governo, membri della società civile e attiviste donne, in sostegno del mondo femminile afghano; da parte dei miliziani islamici, 17 leader. L’incontro si è concluso con una dichiarazione congiunta in cui entrambe le parti si impegnano a “rispettare e proteggere la dignità del popolo, la vita delle persone e le loro proprietà e ridurre a zero le vittime civili”.

Le due parti hanno raggiunto un’importante intesa sulla volontà di “monitorare e osservare l’accordo di pace”, che include “il rimpatrio dei migranti e il ritorno degli sfollati interni (Internally displaced persons, IDPs)”.

Alcuni dei presenti hanno voluto sottolineare che la dichiarazione congiunta non è un accordo di pace, ma piuttosto rappresenta “raccomandazioni” per ottenere la pace, le “basi” per iniziare una seria discussione sul futuro del Paese martoriato da 18 anni di guerra civile. Qui ogni giorno la vita è in pericolo a causa degli attentati, i bambini non vanno a scuola e il patrimonio artistico viene depredato da trafficanti d’arte senza scrupoli.

A proposito d’educazione, i dialoghi intra-afghani hanno sottolineato la necessità di “assicurare la sicurezza delle istituzioni pubbliche, comprese scuole, madrasse [scuole coraniche], ospedali, mercati, dighe e luoghi di lavoro”.

Infine un importante nodo è quello delle donne, che sono il governo talebano (1996-2001) sono state soggette a discriminazioni, private del diritto di studiare, d’incontrarsi e di vivere una vita dignitosa, e dove anche solo mostrare scoperto il polso poteva portare al taglio della mano. I partecipanti alla conferenza di Doha si sono impegnati “ad assicurare che i diritti delle donne vengano garantiti in ambito politico, sociale, economico, educativo e culturale, all’interno della cornice dei valori islamici”.

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