27/10/2011, 00.00
RUSSIA
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Compagnie russe alla conquista del porto di Rotterdam

Summa Capital, che costruirà un nuovo terminal per il petrolio in Olanda, ha chiesto a Transneft di formare una joint venture. L’idea è trasformare il greggio Ural in un un benchmark per il mercato internazionale.
Mosca (AsiaNews) – Il monopolista degli oleodotti russi Transneft mira a espandersi oltre confine e la prima tappa del suo piano sarebbe Rotterdam. La compagnia sta valutando la possibilità di creare nel porto olandese - hub mondiale per il commercio del petrolio - una joint venture con la holding connazionale Summa Capital. L'operazione, riferita al giornale online Gazeta.ru da fonti dell'industria energetica, sarebbe sponsorizzata dal governo di Mosca e nella fattispecie dal potente vicepremier Igor Sechin, che mira a trasformare gradualmente il greggio Ural (che arriva a Rottedam dal porto di Primorsk) in un benchmark per il mercato internazionale come il Brent statunitense.

Dopo aver vinto un appalto con l'olandese VTTI per la costruzione di un nuovo terminal petrolifero a Rotterdam, la Summa Capital dell'imprenditore caucasico Ziyavudinu Magomedov ha chiesto a Transneft di formare una joint venture per trattare il greggio russo, come ha comunicato il numero uno della stessa Transneft, Nikolai Tokarev. Nell'idea delle due compagnie, il Tank Terminal Europort West (o TEW) dovrà essere un "hub aperto" per il greggio Ural e per ogni fornitore o acquirente. Il TEW, operativo dal 2015, raddoppierà il volume delle consegne di greggio russo a Rotterdam, che passeranno dalle attuali 25 milioni di tonnellate a 50-55 milioni di tonnellate.

Esperti come Dmitry Alexandrov di "Univer", fanno notare però che Transneft non dovrebbe avere alcun interesse diretto in un’operazione del genere, a cui invece dovrebbero guardare con più interesse realtà come la Gunvor, il maggior trader del greggio russo. La possibile alleanza con Summa Capital a Rotterdam va allora letta nel quadro di una più ampia strategia del colosso russo. Già monopolista degli oleodotti dentro i confini nazionali, Transneft “intende espandersi a livello globale, entrando nelle infrastrutture portuali in Europa e in futuro, probabilmente, anche in Asia”, spiega Alexandrov. (N.A.)
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