11/09/2019, 11.15
IRAN - STATI UNITI
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Comunità scientifica: Le sanzioni Usa all’Iran bloccano la ricerca e limitano il progresso

Per il BMJ Global Health, le misure draconiane imposte dagli Usa negano opportunità e accesso alle informazioni. L’impatto è di “vasta portata” e mina alla radice “ricerca e pubblicazioni” mondiali. L’Iran è terza al mondo per laureati in ingegneria e scienze. Il boicottaggio accademico non serve per raggiungere scopi politici.

Teheran (AsiaNews) - Le sanzioni Usa alla Repubblica islamica dell'Iran, una delle nazioni "più importanti al mondo nel settore della ricerca scientifica", stanno limitando in modo serio il progresso globale. È quanto afferma il BMJ Global Health, autorevole rivista britannica, secondo cui le misure “draconiane” imposte da Washington a Teheran hanno negato ai ricercatori iraniani “opportunità per pubblicare le loro ricerche, partecipare a incontri e accedere informazioni e forniture essenziali”.  

Secondo il settimanale scientifico, questo tipo di provvedimenti punitivi finiscono per nuocere alla collaborazione internazionale fra ricercatori e alla capacità delle nazioni di rispondere alle crisi sanitarie. Le sanzioni finiscono poi per aumentare  le diseguaglianze interne e fra le nazioni.

All’origine della tensione fra Iran e Stati Uniti, che ha innescato una gravissima crisi economica, la decisione del presidente Donald Trump nel maggio dello scorso anno di ritirarsi dall’accordo nucleare (Jcpoa) del 2015. La Casa Bianca ha introdotto le più dure sanzioni della storia, rafforzato la presenza militare e azzerato le esportazioni di petrolio, colpendo la popolazione.

Per molti analisti rappresentano una delle “armi” più pesanti nel contesto della “guerra economica” lanciata da Washington a Teheran. Questa politica di “massima pressione” ha già provocato gravi danni alla popolazione, come la mancanza denunciata di recente di medicine e chemioterapici

Per quanto concerne il settore della ricerca, per gli esperti del BMJ Global Health l’impatto economico e sanitario delle sanzioni è di “vasta portata” e si estende a tutto il Medio oriente minando alla radice “la ricerca e le pubblicazioni”. 

Oggi molte agenzie internazionali e istituti di ricerca hanno interrotto la collaborazione con entità iraniane, per il timore di finire nel mirino degli Stati Uniti. La rivista britannica ricorda che l’Iran si piazza al terzo posto nel mondo per laureati in scienze e ingegneria e per grado di istruzione universitaria. La Repubblica islamica è inoltre 12ma al mondo per impatto sulla conoscenza e 32ma per pubblicazioni scientifiche e tecniche. Nel 1996 si era classificata al primo posto per la collaborazione internazionale sulle ricerche pubblicate; quasi 20 anni più tardi, nel 2017, era ultima. 

Secondo il dipartimento di ingegneria elettronica dell’università di Stanford, il migliore ateneo per la preparazione dei futuri allievi nel settore è “senza dubbio” la Sharif University of Technology a Teheran. Un primato confermato dal numero crescente di innovazioni scientifiche, produttività, brevetti e impatto sulla conoscenza come sottolinea il BMJ Global Health. 

Tuttavia, il blocco nei pagamenti previsto nel quadro delle sanzioni ha di fatto interrotto le pubblicazioni di articoli e ricerche, la registrazione e conferenze e l’iscrizione a organizzazioni di professionisti. Questo ha spinto molte riviste ed editori a rifiutare la pubblicazione di documenti e ricerche provenienti dall’Iran. 

“Le prove disponibili - affermano gli esperti - mostrano che il boicottaggio accademico non è uno strumento efficace per raggiungere scopi politici”, ma finisce solo per inficiare l’assistenza sanitaria dei soggetti vulnerabili e svantaggiati. Questi mezzi, concludono gli osservatori, “violano le libertà dei ricercatori e riducono i progressi. È necessario un libero scambio di idee, indipendentemente dal credo, per ottimizzare il progresso scientifico globale”. A questo si aggiunge infine la serie di arresti di scienziati iraniani che, dopo aver ricevuto un permesso di ricerca negli Usa e aver messo piede in territorio americano, sono stati prelevati a forza e rinchiusi dalle autorità.

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