23/05/2016, 11.19
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Invia ad un amico

Conflitto in Yemen, Riyadh muove da dietro le quinte per un accordo con i ribelli Houthi

La diplomazia “parallela” saudita, guidata dal vice-principe ereditario Moḥammad bin Salmān, media con il movimento sciita. Obiettivo della trattativa proteggere il territorio nazionale da possibili attacchi Houthi. Riyadh in cerca di impunità dopo aver promosso divisioni e violenze in Yemen.

Riyadh (AsiaNews) - Sullo scacchiere yemenita si muovono, da dietro le quinte, intese tenute finora segrete fra la diplomazia “parallela” dell’Arabia Saudita, guidata dal vice-principe ereditario Moḥammad bin Salmān, e alti esponenti del movimento ribelle sciita Houthi. Obiettivo degli accordi, sponsorizzati dal secondo vice Primo Ministro e ministro della Difesa in persona, sarebbe l’inviolabilità dei territori sauditi da parte dei ribelli Houthi. A far trapelare la vicenda è una fonte saudita ben informata, molto vicina all’entourage della famiglia reale, che ha chiesto ad AsiaNews di mantenere l’anonimato. 

In vista di una possibile secessione del Paese, Riyadh pensa a garantirsi un’impunità proprio per essere stata una delle principali fautrici della divisione interna; ora i vertici del regno cercano di mettersi al riparo, cercando accordi con la parte che - in futuro - potrebbe meditare vendetta: i ribelli sciiti Houthi. 

Secondo quanto riferisce la fonte di AsiaNews, l’erede al trono saudita “avrebbe accettato le richieste avanzate” da Ansar Allah (la denominazione ufficiale degli Houthi in Yemen). Una scelta dettata in qualche modo anche dal fallimento dei colloqui di pace e riconciliazione in Kuwait di inizio settimana, dove la delegazione sostenuta dai sauditi [il governo yemenita in esilio] si è ritirato dal tavolo dei negoziati.

Moḥammad bin Salmān avrebbe chiesto all’ambasciatore saudita in Kuwait di incontrarsi con la delegazione degli Houthi, alla quale è stato comunicato che il vice-principe ereditario avrebbe accettato di accogliere molte delle richieste degli stessi Houthi. Fra queste vi sarebbe la rinuncia “alla richiesta di disarmo degli Houthi”, che si aggiunge a quella di “ritirarsi dalle zone da loro controllate”. In cambio, Riyadh si vuole assicurare “l’interruzione di qualsiasi azione militare diretta contro e all’interno dei confini sauditi” da parte dei ribelli sciiti. 

Fra le altre concessioni garantite dai sauditi vi sarebbe anche quella di “accettare di lasciare Hadi come presidente di facciata”, fino alla creazione di un “nuovo governo yemenita” che garantisca anche agli Houthi “una rappresentanza consona alla loro presenza sul campo”. 

La fonte di AsiaNews ha anche parlato della richiesta presentata dagli Houthi di un “indennizzo” di guerra e una “compensazione a titolo di risarcimento pari a 10 miliardi di dollari”, per i danni causati dall’Arabia Saudita - e dai raid della coalizione da lei guidata - in Yemen. A questa richiesta sembra che il vice-principe ereditario Moḥammad bin Salmān abbia acconsentito chiedendo però di permettere a Riyadh di “salvarsi la faccia”. Da qui l’idea di far scaturire questa somma nel contesto di una “conferenza internazionale” dei Paesi donatori e “la creazione di un fondo” di alcuni miliardi di dollari destinati “alla ricostruzione” di una nazione “martoriata” dal conflitto. (PB)

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Onu: i bombardamenti sauditi in Yemen hanno ucciso centinaia di bambini
03/06/2016 08:51
Atmosfera positiva ma "nessun passo in avanti" nei colloqui di pace in Yemen
29/04/2016 08:53
Kuwait, al via i dialoghi di pace yemeniti
21/04/2016 08:50
Yemen, raid aereo colpisce una festa di nozze: almeno 15 morti e 25 feriti
08/10/2015
Nel pantano yemenita l’Arabia Saudita rischia di perdere finanze e prestigio militare
07/10/2015