28/01/2015, 00.00
EGITTO
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Contro la tradizione arabo-islamica, le donne egiziane iniziano a usare la bicicletta

Secondo gli uomini del più popoloso Paese sunnita, le donne in bicicletta "sono scostumate". Traffico, scarsa sicurezza e mancanza di piste ciclabili al Cairo. Biciclette fanno risparmiare soldi e benzina. Go Bike incoraggia l'uso della bici. Presidente al-Sisi sostiene le due ruote con una maratona.

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - La società egiziana fatica ad accettare le donne che vanno in bicicletta. Nel Paese non esiste una legge che vieta l'uso delle due ruote alla popolazione femminile ma, in genere, tale uso viene sconsigliato a causa delle reazioni maschili che aggrediscono e insultano verbalmente le donne che infrangono la tradizione.  Anche se in Egitto le donne godono di maggiore libertà rispetto ad altri Paesi musulmani più conservatori come l'Arabia Saudita - che proibisce per legge alle donne di andare in bici - la nazione più popolosa del mondo sunnita ritiene "non appropriato" che le donne guidino una bicicletta e maschera il rifiuto con preoccupazioni riguardanti il traffico nelle città.

Le convenzioni sociali consentono dunque l'uso delle due ruote esclusivamente ai lavoratori maschi. Ma in Egitto c'è qualche donna che si distingue. È il caso della 31enne Yasmine Mahmoud che ogni giorno, da quattro anni, utilizza la bicicletta per andare a lavoro. Intervistata il 26 gennaio da Middle East Online mentre esce di casa con la sua bici, la donna racconta che va sulle due ruote fin da quando era bambina.

La famiglia di Yasmine all'inizio non era d'accordo a causa della scarsa sicurezza delle strade e della mancanza di piste ciclabili separate ma poi si è dovuta ricredere sull'abilità della ragazza di muoversi in mezzo alle macchine del  Cairo.

Nonostante il rischio di insulti, uno dei motivi che spingono la donna a utilizzare la bicicletta per i suoi spostamenti è che questo mezzo di trasporto consente di risparmiare tempo e soldi della benzina. Yasmine, insieme ad altre donne, racconta che la più grande preoccupazione non è la pericolosità delle strade egiziane ma la minaccia di aggressione da parte dei passanti, scandalizzati alla vista di una donna che guida una bicicletta.

In più, una donna che gira da sola rischia di essere vittima di violenze. Dal 2011 il numero di violenze sessuali contro le donne è aumentato a causa dell'insicurezza seguita alla caduta del regime di Hosni Mubarak. La paura non ferma Yasmine che fa anche parte di "Go Bike", un gruppo che promuove il ciclismo organizzando dei tour tutti i venerdì mattina. "Go Bike" incoraggia inoltre l'uso della bici al posto della macchina, idea condivisa anche dal nuovo presidente Abdel Fattah al-Sisi che nel luglio 2014, poco dopo la sua elezione, ha partecipato ad una maratona ciclistica a sostegno delle due ruote.

L'obiettivo principale di "Go Bike" però - come riferisce la portavoce Hadeer Sami - è utilizzare le biciclette come mezzo per cambiare la percezione che la società ha delle donne, "rompere con le antiche abitudini e tradizioni". Prima di tornare a immergersi nelle strade trafficate del Cairo, Yasmine consiglia a tutte coloro che ancora esitano: "Provate a non avere paura. Dimenticatevi di chi avete attorno, sfidate voi stesse e divertitevi!"

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