07/03/2006, 00.00
ISRAELE - TERRA SANTA
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Cos'è accaduto a Nazareth: il racconto della Custodia

Un comunicato spiega la posizione "prudente" della Custodia di Terra Santa sull'"attentato" alla basilica dell'Annunciazione. Padre Pizzaballa: fuori la politica dai Santuari. Solidarietà alla "popolazione araba in Israele e Territori". Il governo israeliano garantisca comunque rispetto di "tutti i Luoghi Santi" e della parità di diritti tra i sui cittadini.

Nazareth (AsiaNews/Cts) – "La politica non deve varcare le soglie dei Santuari". È l'esortazione del Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, contenuta in un lungo rapporto della Custodia sulla sua posizione rispetto all'incidente del 3 marzo alla basilica dell'Annunciazione di Nazareth. Qui una coppia di squilibrati, un ebreo e una cristiana, hanno lanciato dei petardi creando panico e proteste della popolazione, con scontri con la polizia.

Subito dopo la notizia dell'attacco alla chiesa si diffonde la voce che i responsabili siano estremisti religiosi ebrei. "Alla Custodia – spiega il rapporto di oggi - viene rimproverato di non aver denunciato l'atto di un ebreo nel suo primo comunicato delle 22.30". "Bisognava solo considerare la religione di lui, mentre sua moglie è cristiana? A quell'ora i colpevoli erano ormai identificati: una coppia con precedenti di azioni simili". E aggiunge: "un gruppo estremista religioso che opera all'ora dell'inizio del sabato faceva sorgere dubbi sull'identità degli autori del fatto".

Nel suo rapporto la Custodia denuncia la gravità dell'incidente, ma invita a non strumentalizzare l'accaduto, dato il periodo pre-elettorale in Israele. "Non si può ridurre l'evento all'esplosione di qualche petardo. Le fotografie scattate dai frati francescani di Nazareth, attestano la presenza di petardi e di piccole bombole di gas, e, non essendo artificieri non possono né vogliono speculare sui danni che l'esplosione avrebbe potuto causare. Però c'è veramente stato un attentato e tentativo di attentato nella Basilica di Nazareth". La Custodia "condanna fermamente ogni atto commesso contro un luogo santo e i credenti che lo frequentano, di qualsiasi religione essi siano". Ma - sottolinea - sarà l'inchiesta ad accertare se l'azione dei coniugi Habibi è stato "un atto deliberato contro un luogo santo cristiano o ciò che rappresenta o la comunità dei credenti". "La politica non deve varcare le soglie dei Santuari", afferma Pizzaballa.

La Custodia conferma di "non far mancare in alcun modo la propria solidarietà alla popolazione araba che essa sostiene in Israele e nei territori palestinesi". In Israele come nei Territori invita "al rispetto dei diritti dell'uomo, di tutti gli uomini, e alla libertà di culto. Chiede insistentemente allo Stato d'Israele di vigilare, in obbedienza alle sue leggi, su tutti i Luoghi Santi". Solidarietà anche alla "popolazione arabo-israeliana, e specialmente ai cristiani", con cui condivide "il sentimento di  essere considerati cittadini di seconda, anzi di terza categoria". Nel rapporto si ricorda "la frustrazione di questi cittadini che, per il loro essere arabi, patiscono ogni sorta di discriminazione, in modo particolare sul lavoro. Per questo la Custodia quando può, e quando deve, non esita a richiamare allo Stato d'Israele il suo dovere di garantire l'uguaglianza dei diritti tra i cittadini del suo Paese".

Alla fine del suo comunicato la Custodia ringrazia per il sostegno ricevuto dalle Chiese in Terra Santa e anche per la "solidarietà della popolazione musulmana che si è sentita offesa perché un luogo consacrato alla Vergine Maria, venerata anche nell'Islam, sia stato oltraggiato".

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