17/10/2016, 13.01
MALAYSIA
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Cristiani, indù e buddisti contro il super potere dei tribunali della sharia

di Joseph Masilamany

Oggi il parlamento discute la proposta di modifica all’Act 335, che regola la giurisdizione delle corti islamiche. Il provvedimento toglierebbe ogni limite alle punizioni hudud (comandate dalla sharia). Appello del Consiglio delle chiese della Malaysia (Ccm): “Parlamentari boccino la legge, devono difendere la Costituzione laica”.

Kuala Lumpur (AsiaNews) – I leader cristiani di tutte le denominazioni si scagliano contro la proposta di legge che vuole aumentare le punizioni hudud (secondo la sharia) comminabili dalle corti islamiche. In una lettera aperta pubblicata il 15 ottobre scorso, il Consiglio delle chiese della Malaysia (Ccm) – che comprende anglicani, metodisti, luterani e protestanti – ha fatto appello ai parlamentari affinché boccino il provvedimento.

Tra i crimini hudud vi sono: furto, apostasia, crimini sessuali, bere alcolici, giocare d’azzardo.

La legge – che viene discussa oggi in parlamento – è una modifica dell’Act 335 del 1965, che regola la giurisdizione delle corti islamiche.  Al momento, questi tribunali – che giudicano solo i musulmani, soprattutto per questioni familiari e di eredità – possono stabilire pene carcerarie fino a tre anni, corporali fino a sei frustrate e monetarie fino a 5mila ringgit (1200 euro). Il provvedimento toglierebbe tutte le limitazioni e inserirebbe ogni punizione hudud, con l’eccezione della pena capitale. Inoltre, l’Assemblea legislativa avrebbe il potere di decidere nuovi crimini da punire secondo la sharia.

Nella lettera, il Ccm afferma: “I parlamentari devono considerare con grande preoccupazione e perfino allarme la legge proposta da Abdul Hadi Awang, presidente Parti Islam Malaysia (Pas, partito islamico del Paese), voluta per incrementare la giurisdizione delle corti della sharia. I parlamentari non dovrebbero prendere la legge sotto gamba”.

Il reverendo Hermen Shashtri afferma che la legge vuole anche “riscrivere la Costituzione in modo radicale”. Egli ha ricordato ai membri del parlamento che essi “sono stati eletti dal popolo per garantire l’integrità della Costituzione federale, che protegge i diritti e le libertà fondamentali”. La Costituzione, continua il leader cristiano, è chiara nel dire che la religione riguarda soprattutto questioni personali e di famiglia, e che la legge penale deve essere sotto il controllo della legislazione federale.

Alla protesta contro l’emendamento dell’Act 335 si è unito il Consiglio consultivo di cristianesimo, induismo, sikhismo e taosimo (Mccbchst). In una lettera pubblicata ieri ha chiesto che i parlamentari votino contro la legge perché incostituzionale: “Non ci sono documenti storici – scrive – che contraddicano il fatto che la Malaysia voglia essere uno stato laico”.

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