12/11/2004, 00.00
INDIA – PALESTINA
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Cristiani indiani pregano per Arafat

di Nirmala Carvalho

John Dayal ricorda le interviste con il leader palestinese negli anni di guerra in Libano.

New Delhi (AsiaNews) – "L'India e i cristiani indiani, colpiti dalla morte di Arafat, pregano per lui e per la pace in Terrasanta". Lo dice in un'intervista ad AsiaNews John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union. Dal 1970 alla fine degli anni '80 Dayal, diplomatico e giornalista di lungo corso, ha incontrato diverse volte il leader palestinese a New Delhi e nelle altre capitali del mondo.

"Arafat – sottolinea l'attivista cristiano – è venuto diverse volte in India, in particolare durante il governo di Indira Gandhi. Ma anche nei momenti più bui, quando è salito al potere il partito di destra Bharatiya Janata – legato ad Israele per economia e armamenti – il Paese ha sempre appoggiato il leader palestinese per la sua spiccata personalità: l'India, infatti, è la prima nazione che ha riconosciuto il movimento di Arafat, l'Olp".

I cristiani indiani e il Paese intero ricordano il leader palestinese come un simbolo della lotta per la liberazione di tutti i popoli dell'Asia e dell'Africa, nel periodo della guerra fredda. "Arafat – afferma John Dayal – è stato il leader della lotta contro l'imperialismo e il neocolonialismo; egli si è battuto per la liberazione del suo popolo, anche se la lotta non giustifica il coinvolgimento nel dirottamento di aerei o altri atti terroristici compiuti dall'Olp ".

"I cristiani indiani – ricorda Dayal – hanno espresso più volte solidarietà ai cristiani palestinesi; essi vivono a Betlemme, a Gerusalemme e in altre zone simbolo della cristianità. In passato il governo israeliano ha impedito una piena libertà religiosa ed economica al popolo palestinese, frustrandone le legittime aspirazioni alla libertà di culto e all'indipendenza economica".

L'attivista cristiano ricorda ancora con emozione le interviste ad Arafat durante gli anni del conflitto libanese, in particolare nel biennio 1982/83, quando le roccaforti palestinesi di Beirut e in tutto il Libano furono bombardate dalle truppe israeliane. "Arafat mi ha scelto per un'importante intervista. Una notte l'ho incontrato nel seminterrato di un edificio colpito dai raid israeliani: era un luogo sicuro perché sapevamo che per un po' di tempo sarebbe stato risparmiato dai bombardamenti".

Dayal ricorda che Arafat "venne evacuato da Beirut con il consenso della comunità internazionale". "L'ho visto uscire dall'edificio – conclude l'attivista cristiano – e prima di partire ha voluto parlare con migliaia di giovani palestinesi. Essi lo hanno salutato sparando in aria colpi di mitragliatrice, in un ultimo e disperato addio".

Anche il primo ministro indiano Manmohan Singh ha onorato la memoria di Arafat, chiamandolo "amico dell'India".     

 

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