04/06/2015, 00.00
BANGLADESH
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Crollo del Rana Plaza, accusati di omicidio l’ex proprietario e altre 41 persone

di Sumon Corraya
A due anni dal disastro che ha provocato più di 1000 morti, consegnati alla corte fascicoli accusatori per Sohel Rana, responsabile di omicidio “per negligenza”. Gli innumerevoli interrogatori ai lavoratori sopravvissuti e alle loro famiglie hanno ritardato il processo. Dopo molte negazioni, la Benetton ha deciso di risarcire le vittime.

Dhaka (AsiaNews) – La polizia ha consegnato nei giorni scorsi alla corte giudiziaria l’accusa di omicidio per Sohel Rana e altre 41 persone per essere responsabili del crollo del Rana Plaza (di cui Sohel era proprietario), complesso industriale tessile crollato nell’aprile 2013 facendo 1.100 morti. I fascicoli dell’accusa – uno per i decessi avvenuti e uno per violazione delle regole edilizie – sono stati presentati alla corte Chief Judicial Magistrate di Dhaka lunedì, a due anni dall’incidente.

La polizia di Savar – regione del distretto di Dhaka, luogo del disastro – ha aperto un fascicolo per “decesso dovuto a negligenza” accusando Rana e altri 21. L’accusa per omicidio riguarda invece 42 persone in totale. Alla domanda sulla causa del ritardo della presentazione dei dossier accusatori, l’ispettore capo ha detto che le indagini sono andate a rilento per l’enorme mole di interrogatori che si sono susseguiti, delle vittime e delle loro famiglie. Inoltre, nel settembre 2014, egli aveva chiesto il permesso al governo di includere nell’elenco dei responsabili dell’incidente anche alcuni funzionari pubblici e l’assenso delle autorità è arrivato solo dopo molti mesi.

Il collasso del Rana Plaza è uno dei più gravi incidenti industriali mai avvenuti nella storia. Le stime ufficiali parlano di 1.136 morti, 1.169 lavoratori feriti e 2.458 persone estratte dalle macerie. Il Rana Plaza era un edificio di otto piani, dichiarato inagibile e pericolante perché sorgeva su un terreno fangoso. Al suo interno lavoravano più di 3mila persone. Tutti i titolari delle ditte presenti – tranne una, una ong – hanno costretto i propri dipendenti ad andare a lavorare lo stesso. Il 24 aprile 2013 l'edificio è collassato su se stesso. Ad oggi solo 4 persone sono state arrestate per questi fatti.

Il Bangladesh è il secondo esportatore mondiale di confezioni dopo la Cina. Il settore, in cui l’80% dei profitti è straniero, è tormentato da enormi problemi di sfruttamento dei lavoratori e di bassi standard di sicurezza. Almeno 4 milioni di bangladeshi lavorano nell’industria tessile, con salari che arrivano ai 38 dollari al mese. Dopo il disastro del Rana Plaza, a causa dell’ondata di controlli, in tutto il Paese hanno chiuso più di 200 fabbriche, facendo perdere il posto di lavoro a 150mila persone.

Il Rana Plaza ospitava cinque fabbriche tessili – fornitori per grandi catene di abbigliamento come BenettonPrimark e Joe Fresh. Lo scorso febbraio, la Benetton ha dichiarato che contribuirà al risarcimento delle vittime del disastro – da cui, in un primo momento, il gruppo italiano si era dichiarato estraneo – anche se non ha annunciato a quanto ammonterà la somma.

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